NIGHT VISION – LA VISIONE DEL DEMONIO

Andy, un giovane scrittore di belle speranze, ma per il momento completamente al verde, ha ricevuto da un amico ladruncolo uno videoregistratore. L’ apparecchio era precedentemente situato all’ interno del tempio di una setta satanica e ha contratto seco il terribile potere di realizzare ogni notte i terribili racconti dell’ orrore che Andy va scrivendo.

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Titolo originale: Night Vision
Anno: 1987 I Paese: U.S.A.
Regia: Michael Krueger
Attori: Stacy CarsonShirley RossTony Carpenter
 

Fra le Vhs che circolavano nei negozi di noleggio degli anni ottanta, ogni tanto spuntava qualche titolo sconosciuto il quale, senza passare dalle sale, veniva distribuito in sordina nel tentativo di dargli una vita commerciale nel nostro paese. Nasceva allora lo straight to video che porterà alla luce piccole perle low budget come questo Night Vision, ancor oggi lontano dalla statura di cult movie, sconosciuto ai più ma decisamente meritevole di almeno una visione, notturna o diurna che dir si voglia. Protagonista un giovane nerd di campagna che si trasferisce nella metropoli tentacolare e caotica, ma non siamo di fronte al remake de “Il ragazzo di campagna” poichè il film, nonostante tutto, è un horror, o almeno ci prova. Disperatamente ingenuo, stupidotto e buonino, il nostro eroe non ha neanche la carta di credito e da per sbaglio al portiere di un albergo il suo numero di telefono, per questo viene buttato in strada dopo una sequenza surreale accompagnata da un gruppo di chiassosi membri del clan dei bufali, con tanto di elmi a corna vichinghe e tanta goliardia posticcia. Per il nostro, che vuole diventare uno scrittore, ma nel Kansas non trova la giusta ispirazione, non resta altro che infilarsi in una squallida pensione gestita da una vecchia impicciona e arrogante, i cui clienti sono decisamente equivoci. Una sera il nerd interviene per aiutare un tizio aggredito da due loschi individui che indossano un mantello nero, il tipo, un italoamericano nanerottolo coi baffoni che si chiama Vinny, lo invita a casa e si scopre che non è altri che un ladruncolo da strapazzo. Per ringraziarlo dell’aiuto Vinny offre al ragazzo un lavoro di dubbia legalità e un televisore con annesso VCR e videocassetta horror inserita al suo interno. Di giorno lo scrittore cerca di farsi assumere in una videoteca dove lavora una giovane dai modi rudi che passa il tempo a bloccare uno stupido ragazzino intento a fregare film porno. I due escono insieme e lei si innamora, ma nel frattempo di notte, la televisione e il VCR si accendono da soli nella stanza e il nerd comincia ad avere visioni inquietanti che traduce senza volerlo nei suoi racconti, via via sempre più macabri. Nel film la presenza della setta satanica e del videoregistratore posseduto sono in realtà molto marginali nella narrazione, ci si concentra di più sulle atmosfere suburbane, contrassegnate dal rumore e dal degrado che passano nel sonoro costantemente, quasi a formare una colonna sonora alternativa. La fotografia poi è assente mentre i tempi cinematografici sono lunghi e spesso invitano allo sbadiglio, in tutto c’è poi quell’aura da trash movie che impoverisce la messa in scena nonostante lo sviluppo narrativo e la recitazione siano tutt’altro che disprezzabili. Molto buona la caratterizzazione dei personaggi, anche se molto stereotipati, funzionano le atmosfere e quel via vai di strane creature umane che vediamo scorrere sullo schermo crea sensazioni surreali sicuramente più inquietanti delle sette sataniche che bagnano lo schermo televisivo di sangue di gatto. Il regista Michael Krueger gira con Night Vision il suo secondo film dopo MindKiller che, in un certo senso, risulta speculare, sia come storia sia come cast . Purtroppo il regista morirà precocemente a 39 anni e questi due titoli risulteranno gli unici della sua carriera, assieme allo script del quinto episodio della serie Amityville. Non ci è dato quindi di sapere se il suo talento era oppresso da un basso budget e se quindi, a oggi, si è perso un piccolo genio del cinema, di certo Night Vision, nei suoi limiti e difetti, si lascia guardare piacevolmente pur degenerando verso la fine nel delirio più totale, tra le righe si riesce a leggere anche una severa critica al degrado urbano e mette in scena con la dovuta ironia il contrasto eterno tra il provincialismo rurale americano e la metropoli caotica e tentacolare, vero mostro inquietante di tutto il film.

Scritto da Alberto Genovese (odoramaexploitationmovie)

Grazie a Bananamassacre


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