BATTLE ANGEL ALITA

Il racconto, ambientato in un futuro post apocalittico e distopico, prende le mosse nella Città Discarica, informe agglomerato industriale che si estende a perdita d’occhio all’ombra di Salem, la città sospesa dal suolo dove pochi eletti conducono una vita agiata, lontano dal degrado e dalla disumanità che regna sulla terra. Lo scienziato e bounty hunter Daisuke Ido, rovistando tra i rifiuti, trova i resti di un esoscheletro dalle fattezze femminili dotato di un cervello cibernetico ancora perfettamente funzionante, che però non conserva alcuna memoria di sé. Daisuke ribattezza affettuosamente il cyborg col nome di Alita (Gally in originale) e si prende cura del suo corpo artificiale con l’intento di formare una creatura pura e incontaminata. I due diventano amici, colmando le loro rispettive tristezze, e un bel giorno, per difendere Daisuke dall’attacco di un criminale, la ragazza scatta istintivamente in modalità panzer kunst, un’antica disciplina marziale devastante e tipica dei cyborg da combattimento.

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Lingua: 

Episodio 1 I Rusty Angel I Link Parte 1 / Parte 2 (Youtube)
Episodio 2 I Tears Sign I  Link Youtube

Titolo originale: Gunnm
Anno: 1993 I Paese: Giappone
Regia: Hiroshi Fukutomi
Attori: Miki ItôShunsuke KariyaKappei Yamaguchi

 

E’ strano il destino di alcuni manga di grandissimo successo degli anni ’90, quello di non avere una trasposizione animata degna della loro fama. “Gunnm” meglio noto come ‘Battle Angel Alita’, rientra in pieno in questa categoria, con una versione cartacea capace di sbarcare con successo pure negli USA, tanto che la stessa Hollywood a più riprese ha espresso l’idea di farne un film. Dal manga però sono stati tratti la miseria di due OAV solamente, neanche un’ora di visione. La ragione di questo viene spiegata dallo scarso successo di pubblico che ricevette nel 1993 questa produzione, talmente scoraggiante da farla interrompere nonostante l’idea originaria fosse quella di coprire quasi tutta la storia.

Questi due OAV in effetti non sono per niente esaltanti e, se il loro compito era quello di avvicinare un più vasto pubblico al manga, allora non si può biasimare la scelta di non proseguirli. La storia e i personaggi non riescono proprio a fare presa sicuramente perché non ne hanno il tempo, ma anche per una caratterizzazione abbastanza approssimativa. Alita, la piccola cyborg innamorata, cerca di salvare il suo grande amore e facendo questo scopre di avere una dote naturale per i combattimenti. Il tutto è ambientato in un mondo futuro dove la povertà regna sovrana e si vive degli scarti lasciati dalla popolazione ricca che abita in una città volante. E’ ovvio che il sogno di tutti è quello di riuscire ad andare in questa città, anche se non ci viene spiegato in nessun modo il perché c’è questa situazione; a dire il vero, cosa ben più importante, non ci viene spiegato neanche chi sia in realtà Alita e perché sia così forte. Insomma una trama piuttosto monca che ha ben pochi sussulti e che lascia lo spettatore piuttosto indifferente.

Sul lato grafico siamo nella media dell’epoca, con molti fermo immagine e zoommate ravvicinate, anche se il chara design non è da disprezzare e si vede che nella realizzazione tecnica c’è la mano di una certa Madhouse…
Cosa resta alla fine di questi due filmati? Ben poca cosa. A chi vuole avvicinarsi all’universo cyberpunk di Alita è sicuramente consigliato di recuperare i volumetti della Panini, chi invece, questi, li ha già divorati non penso troverà particolare entusiasmo in questa visione. Un peccato davvero a cui spero ben presto qualcuno rimedierà; in un periodo in cui le idee latitano non c’è niente di meglio che affidarsi a delle belle storie oltre che a una bella, e letale, protagonista.

Scritto da IRONIC 74 [Animeclick]


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