SHAOLIN CONTRO I MOSTRI DIABOLICI

La tradizione cinese vuole che le persone morte lontano dai luoghi che erano soliti frequentare da vivi vengano riportate alle loro case per essere sepolte in pace. Due fratelli della scuola Taoista detta ‘La scuola del Dragone’, Bianco (Chia-Hui Liu) e Nero (Siu-Wong Fan), perseguono metodi opposti per dare la pace eterna alle anime perse. Bianco è un maestro dai sani principi che usa la magia per guidare a casa le anime perse, mente Nero usa i suoi poteri esclusivamente per accrescere la propria forza. Ma un giorno, durante l’ennesimo scontro tra i due, Nero invoca le forze oscure lanciando un potente esorcismo che risveglia il temibile re dei vampiri da un sonno secolare. La battaglia si alza di livello…

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Titolo originale: Shao Lin jiang shi
Anno: 2004 I Paese: Hong Kong
Regia: Douglas Kung
Attori: Chia-Hui LiuSiu-Wong FanMan Kit Cheung
 

Shaolin contro i Mostri Diabolici (Hong Kong, 2004) è un film di genere action/horror con tanto di comedy, diretto da Douglas Kung con Gordon Liu, Siu-Wong Fan, Jacky Woo, Shannon Yoh, Xiaohu Shi e Longlong Zhu. In sostanza, che cos’è questo Shao Lin jiang shi? È un super trashone proveniente dall’oriente, ma è estremamente divertente, spassoso e non annoia! Importantissima la presenza di un attore portante per il genere arti marziali: Chia-Hui Liu, meglio noto come Gordon Liu. Questo nome non vi dice nulla? Non credo proprio, si tratta infatti di ‘Pai Mei’ di Kill Bill Vol. 2 (di Quentin Tarantino, 2004), è anche l’attore protagonista dell’iconico La 36a Camera dello Shaolin (1978) ed ha preso parte ad oltre cento pellicole per il genere arti marziali e “brucesploitation”. In questo film, invece, già all’inizio veniamo catapultati in un’epoca stile medievale, ci troviamo infatti in un piccolo villaggio circondato da boschi e tempi, con i soliti abitanti sfacciatelli e a dir poco umili. Non c’è splatter, ma in questo caso non importa, perchè la pellicola è veramente adorabile e ci fa innamorare anche dei pochi personaggi di cui essa dispone. Indimenticabili le scene dei riti, oppure le frasi riferite all’aldilà e alla morte, pronunciate per la maggior parte dallo stesso Liu ed anche dal bravissimo Siu-Wong Fan. È un prodotto che gioca molto sulla fantasia, su sequenze esagerate e su scene visivamente spettacolari. È costato davvero poco, ma nel suo genere è molto riuscito. Mischia commedia con horror folkloristico e arti marziali. Il coreografo del film, Man Kit Cheung (qui al suo primo lavoro in qualità di coreografo e anche di attore), si adopera nel mostrarci ottime sequenze di combattimento, anche se come già detto prima super-esagerate, ma d’altronde gli orientali hanno questo stile inconfondibile nei “Wuxia”. Anche nei migliori film di questo filone vediamo gli attori eseguire salti improponibili e voli che mandano a puttane tutta la fisica esistente. Kit Cheung, tra l’altro, interpreta anche il Re dei Vampiri, una specie di vampiro-cavaliere esperto di Kung Fu, che darà filo da torcere a Moon (Shannon Yoh) e Black (Siu-Wong Fan) fino ad impossessarsi poi di quest’ultimo. C’è anche da dire che questo film ha un sequel, che dovrò assolutamente reperire e vedere al più presto possibile, anche perchè il finale di questo mi ha lasciato un bel pò d’amaro in bocca. Sulla recitazione però si poteva dare molto di più sicuramente, ma mi accontento, rendendomi conto sempre e comunque che si tratta di un b-movie, risalente ormai a quattordici anni fa. Una scena molto bella da vedere è quella in cui tutti i bambini del villaggio, “comandati” da Black (Fan) attraverso la magia nera, fanno Tai Chi rimanendo sempre perfettamente coordinati. Ottimo! Purtroppo anche in questo dobbiamo sorbirci una piccola storia d’amore (anche abbastanza travagliata) tra uno dei due allievi del maestro Bianco (Liu), Yat (Jacky Woo) e Moon, l’allieva del maestro Black. Per fortuna non è per niente pesante, anzi è leggerissima e ultra divertente, con Yat che quando si trova faccia a faccia con la bella Moon, non riesce a dire neanche una parola, per non parlare di quando riesce a combinare un mega casino nello stesso villaggio. Ciò che mi è piaciuto molto è anche la storia, che ci introduce in parte anche il folklore cinese, secondo il quale i morti devono essere trasportati ad una degna sepoltura sempre da una qualche figura guida, come una sorta di vate. Impossibile da dimenticare la fantastica scena iniziale in cui Gordon Liu, insieme ai due allievi, conduce degli “jianshi” (cioè vampiri morti che fanno Kung Fu) alla sepoltura, accompagnando il tutto con la mitica frase: “buia è la notte, lunga è la via! … a casa i morti, ovunque essa sia!”. Buonissimi anche gli effetti speciali, belle le scenografie e discreto invece il trucco. Che sia trash non ci piove, ma è troppo bello da vedere, perchè non si prende sul serio, è a tratti scemo e non annoia mai!

Scritto da Giuseppe Rocca [Filmaniac]


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