OMICIDIO DI UN UOMO, OMICIDIO DI UNA DONNA: PALLOTTOLA NUDA

Nell’ incipit un giovane e sprovveduto yakuza di nome Sho (Ken Yoshizawae la sua donna, vengono torturati dal proprio boss (Akitaka Kimata) per aver tentato una fuga d’ amore proibita. Cinque anni dopo Sho forma una banda a sè e durante un incontro per acquistare un’ ingente somma di eroina, succede il finimondo. Akemi (Miki Hayashi), membro di un’ altra banda, viene rapita dal gruppo di Sho e tenuta in ostaggio al fine di conoscere dove si trova la riserva di droga del clan. Akemi è pronta ad usare le sue doti femminili per liberarsi.

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Lingua:  SUB 

Titolo originale: Yawa hada mushuku: Otoko goroshi onna goroshi
Anno: 1969 I Paese: Giappone
Regia: Kôji Wakamatsu
Attori:  Ken YoshizawaMiki HayashiEri Ashikawa
 


Kôji Wakamatsu rappresenta a pieno titolo la nouvelle vague giapponese degli anni ’60/’70, ovvero un movimento artistico innovatore nato sull’ onda dalla rivoluzione culturale che in quegli anni cavalcava il Giappone come una dilagante onda violenta e apparentemente inarrestabile. Una piccola rivoluzione è questo film che per comodità chiamerò col suo titolo internazionale, ovvero Naked Bullet (quello italiano e quello originale sono lunghissimi!). Per i giapponesi la forma e il contenuto sono due elementi dipendenti ed equivalenti tra di loro e questo film è direi la piena esemplificazione di questo aspetto della loro mentalità. La piccola rivoluzione di cui parlo in questo film è infatti sia formale che concettuale. E’ chiaro che il genere gangster sia solamente un pretesto per imbastire una trama pur che sia. Wakamatsu adopera il genere scelto per raccontare una storia di personaggi in perenne crisi identitaria. L’ incipit è molto esplicativo (i due giovani amanti puniti per il loro amore dal boss), viviamo così il tema della delusione da parte dei giovani, che vengono traditi dagli adulti, la loro fiducia viene tradita. Così i giovani diventano dei dissoluti, volubili e amorali di cui non ci si può fidare, ad immagine e somiglianza degli adulti tanto detestati. Il regista assembra infatti un teatrino di giovani che cambiano idea per convenienza ogni volta che ne hanno occasione. Il sesso, come in moltissimi film di Wakamatsu , non è usato per uno scambio di sentimenti nè per ricerca di piacere dei sensi, ma è un’ ennesimo mezzo per ottenere i propri fini (invece il sesso/amore della coppia dell’ incipit era puro, ed è stato punito). Questo è descritto bene in una delle scene centrali del film, quando vediamo uno scambio di tenerezze che ci mostra il rosa dei corpi e il film diventa a colori. Ma poi tutto si ferma e la delusione per aver preso un abbaglio, prende il posto dell’ illusione. La formalità è rivoluzionaria nell’ uso del colore e del bianco e nero, nella grande espressione artistica contenuta nella regia e nella meravigliosa fotografia a nonostante una produzione essenziale e scarna. Fate conto che in tutto ci saranno si e no 5 attori più comparse. Un film molto intrigante, un film alla Fuori Orario, che non annoierà di certo e che sarà di gradimento per gli occhi di maschietti e femminucce, grazie alle linee sinuose del corpo di Miki Hayashi.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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