BURST CITY

Ambientato in una Tokyo futuristica piena di autostrade e lande desolate, un gruppo di band punk e i loro fan protestano contro la costruzione di una centrale nucleare. La polizia anti-sommossa e i proprietari dello stabilimento (collusi con la yakuza) attaccano i manifestanti. La situazione è ribaltata dall’ arrivo di  misteriosi motociclisti super corazzati.

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Link subs I Mega (senza testi delle canzoni)
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Lingua:  SUB 

Titolo originale: Bakuretsu toshi
Anno: 1982 I Paese: Giappone
Regia: Gakuryû Ishii (Sogo Ishii)
Attori: Michirô EndôShigeru IzumiyaTakanori Jinnai
 

Quando Toshihiro Ishii (vero nome di Sogo Ishii) era piccolo abitava ad Hakata, una piccola città che ospitava una base militare americana. Capitava spesso che il piccolo Ishii ascoltasse rock and roll a causa degli americani e così fu che la passione per quel sound non lo lasciò più per tutta la vita. La sua brillante carriera da filmmaker inizia con la Nikkatsu e segue subito con un ingaggio per l’importante Toei (quella col logo che viene fuori dal mare sulla scogliera) col suo ancora più micidiale Crazy Thunder Road. Già molto rock and roll come film, ma nulla in confronto con IL FILM rock and roll, ovvero BURST CITY! Non possiamo parlare di musical, certo, ma sicuramente questo film è un inno alla ribellione e al punk più frastornante, tant’è che gli attori non sono altri che membri di alcune delle principali punk band di quel lontano (sigh) 1982, ovvero: Inu, The Roosters, The Rockers e soprattutto The Stalin con il suo frontman-gatto Michirô Endô. La storia, poco importante in realtà, si basa sulla classica dicotomia potere/adulti contro ribelli/giovani. La ribellione è un grido di disagio, e le fazioni in gioco qui sono composte da estremisti del disagio, nichilisti biker mutanti vestiti da cyber guerrieri. Il personaggio in stile motociclista freak che in Crazy Thunder Road risulta come figura nel climax / delirio finale, qui lo vediamo dieci, cento volte perchè questa è la base di questo film. Un Freaks moderno e cyberpunk progenitore di tutto il cinema giapponese cyberpunk che verrà negli anni successivi. Inutile sottolineare che la colonna sonore è intrisa nella celluloide della pellicola come parte integrante del film, senza la colonna sonora di questo film, esso stesso non avrebbe alcun senso di esistere. Nel 2019 guardare questo film ha senso come atto d’amore personale. Per ricordarsi che dentro di noi esiste una belva ribelle che può fare tutto quello che vuole, se un piccolo grande uomo come Sogo Ishii ha realizzato un capolavoro come Burst City.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo