LOTTA ESTREMA

In una piccola città di nome Liberty il pastore di una piccola chiesa frequentata da afro-americani viene rapito e in seguito ucciso da un gruppo di neonazisti che danno anche fuoco alla chiesa con molotov e taniche di benzina. Tommy Lee, reduce dagli eventi del secondo film viene coinvolto nella questione quando anche la propria sorella viene aggredita, in seguito riesce anche a salvare la giovane Margo da un tentativo di stupro, con cui poi inizia una relazione. Tommy a quel punto sarà costretto a sgominare l’intera banda per riportare la pace a Liberty.

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Titolo originale: Best of the Best 3: No Turning Back
Anno: 1995 I Paese: U.S.A.
Regia: Phillip Rhee
Attori: Phillip RheeChristopher McDonaldGina Gershon
 

Esaurito il filone agonistico e perso l’intero cast, nel terzo episodio la serie cambia totalmente genere e personaggi. Il solo Phillip Rhee, nel tentativo di scalare le vette hollywoodiane, non si rende conto che invece da quelle vette sta ruzzolando a valle: si lancia così in un tipo di film che all’epoca va per la maggiore, soprattutto in home video, ma che risulterà essere la tomba di tanti bravi atleti.
Lotta estrema (Best of the Best 3: No Turning Back, 1995) – diretto dallo stesso Rhee – non ha alcun legame con i primi due film se non per il fatto che ritroviamo Tommy Lee in uno sperduto paesino americano infestato da nazisti.

Domanda: perché prendere un maestro coreano di Tae Kwon Do e andarlo a buttare nell’ennesimo remake de Il cavaliere della valle solitaria? Risposta: perché due anni prima Van Damme aveva fatto lo stesso con Accerchiato (Nowhere to Run, 1993) e all’epoca J.C. dettava legge in campo marziale. (Alcune scene del film di Rhee sono talmente scopiazzate dal film di Van Damme da risultare imbarazzanti.)
Così dalle stupende ambientazioni dei ring coreani o dalle più ruspanti e sordide fosse del pit fight, Tommy Lee si ritrova a vedersela con dei nazisti da operetta che spadroneggiano la solita cittadina americana sperduta nel sud razzista, con tanto di presa in giro: Lee infatti è un cognome sudista!

Il film è parecchio banale. Almeno Accerchiato aveva ottimi guizzi registici a sopperire una storia ridicola: qui invece il prodotto è fortemente di bassa qualità, e alcune scelte discutibili (come quando Rhee lotta con un’aderente tutina rossa da clown) non gli fanno certo bene. Di gran lunga il peggiore della tetralogia, e fa ancora più male se lo si paragona ai due precedenti.

Scritto da Lucius Etruscus [Il Zinefilo]

In memoria del grande Alessandro Vicini


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