TAMMY E IL T-REX

Uno scienziato pazzo impianta il cervello di Michael, uno studente liceale assassinato, in un Tirannosauro robot da lui messo a punto con tecniche segrete. Il bestione però scappa e per prima cosa si vendica dei suoi (di Michael) uccisori. Quindi, in compagnia di Tammy, la fidanzatina che l’ha riconosciuto anche sotto le nuove incredibili sembianze, si mette a cercare un “contenitore” più adatto per il suo cervello. Naturalmente cercando di evitare lo scienziato e la polizia che si sono messe sulle loro tracce.

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Titolo originale: Tammy and the T-Rex
Anno: 1994 I Paese: U.S.A.
Regia: Stewart Raffill
Attori: Denise RichardsTheo ForsettPaul Walker
 

Ci sono filmbrutti che nascono a tavolino, come quelli della Asylum, e filmbrutti che nascono per caso, come Alex l’ariete. Delle due, preferisco la seconda via, quando la crew prova a imbastire un film decente ma qualcosa va storto – nel caso di Alex l’ariete ben più di qualcosa.

Tammy e il T-Rex, grazie a Dio, appartiene alla seconda schiera. Il film ha una sola ragione di esistere: Denise Richards. All’epoca la bionda occhi azzurri aveva 23 anni, un viso angelico e un corpo magnetico, ma non aveva messo in curriculum niente di meglio di una decina di comparsate. Tammy e il T-Rex era il suo primo ruolo da protagonista, la grande occasione per finire in copertina. Ma il disastro era dietro l’angolo.

Genesi di una cagata

Il regista Stewart Raffill, sulle scene dagli anni ’70, portava avanti una dignitosa carriera fatta perlopiù di film per famiglie che spaziavano dalla commedia al western alla fantascienza. Con uno scivolone: Il mio amico Mac, una sorta di ET dei poveri che devo assolutamente recuperare. Poi un tizio qualsiasi, probabilmente dopo aver visto Jurassic Park, lo approccia dicendogli “ohi, signor Raffill, ho un T-Rex robot che muove gli occhi, le zampe e la testa: dobbiamo farci un film!”. Raffill, che non disdegna nuove proposte, gli chiede giustamente “Qual è la storia?”. “Non ho una storia, ma dobbiamo iniziare a filmare entro il mese!”.

99 volte su 100 Stewart Raffill avrebbe riso in faccia a quel tizio, ma doveva essere una bella giornata di sole, le rondini sfrecciavano in cielo e la notte prima aveva fatto l’amore due volte di seguito, cosa che non gli succedeva da parecchi anni. E così Raffill scrisse la sceneggiatura di Tammy e il T-Rex e in una settimana.

Trama di Tammy e il T-Rex

Tammy (la meravigliosa Denise Richards) è intenzionata a mollare il suo ragazzo, un bullo che ama le maniere forti, per Michael, il ragazzo che tutti i genitori vorrebbero per genero. Ma il suo ex non ci sta e, quando li becca in flagrante a casa di Tammy, con l’aiuto della sua gang rapisce Michael e lo abbandona nello zoo. Michael viene aggredito da un leone e va in coma…

Parallelamente, uno scienziato pazzo ha costruito un T-Rex che si comanda da un computer, ma la sua ambizione è dotarlo di un cervello umano per renderlo del tutto autonomo. Il cervello prescelto, ovviamente, è quello di Michael, che viene trapiantato nel dinosauro e il T-Rex prende vita!

Ma il T-Rex non ha nessuna voglia di ubbidire allo scienziato perché è follemente innamorato di Tammy. Scappa dal laboratorio e comincia a scorrazzare per la città in cerca di Tammy, lasciandosi alle spalle una scia di sangue.

Il gran (?) finale (spoiler)

Se finora Tammy e il T-Rex è solo un brutto film, la seconda parte regala emozioni tali da considerarlo uno dei filmbrutti più importanti degli anni ’90.

Una perla è la scena in cui il T-Rex spiega a gesti a Tammy che nel suo cranio c’è il cervello di Michael, e lei:

  1. capisce il significato dei gesti del dinosauro
  2. accetta senza remore che il cervello del suo defunto quasi-moroso sia stato trapiantato nel cranio di un T-Rex meccatronico.

E poi c’è

La Scena Madre di Tammy e il T-Rex

Tammy, recuperato il cervello di Michael, lo conserva in camera da letto in attesa di trovare un corpo adeguato e riavere così il suo nuovo ragazzo.

Nell’ultima scena del film vediamo Tammy esibirsi in uno striptease davanti al cervello di Michael, provocandogli… un orgasmo. Incredibile ma vero, lo striptease di Denise Richards è tutt’altro che sensuale, probabilmente il peggior striptease della storia del cinema, ma sono i dialoghi a rendere lo “spettacolo” tragicomico.

Miglior attore non protagonista: Byron!

E poi c’è lui, Byron, l’amico nero omosessuale di Tammy che, come ogni buon omosessuale dei b movie, è anche una checca. È doppiato perfidamente da una voce stile Eddie Murphy gay e sfoggia look esagerati, dal basco giamaicano al completo da dittatore africano, senza dimenticare un’improponibile tutina da ciclista con kippa ebraico. In tutto questo, è anche il figlio del capo della polizia.

Byron è naturalmente oggetto di battutine becere, roba che nel cinema perbenista odierno verrebbe tacciata di omofobia quando si tratta semplicemente di purissimo distillato di comicità mal riuscita. Eccone un esempio:

Byron è comunque l’unico personaggio veramente riuscito del film, l’animatore, il jolly, colui che tiene sollevata la palpebra.

Tammy e il T-Rex, un film per tutti nessuno!

Giunti all’epilogo di questo filmbrutto davvero sensazionale, mi rendo conto quanto sia difficile trovare uno spettatore pronto a vedere cotanta bruttezza irriverente e divertente. Eh sì, perché Tammy e il T-Rex è diretto col piglio di una commedia per famiglie, ma l’eccesso di splatter – teste strappate, corpi spiaccicati, membra mozzate… – gli sbarra questa via.

Il film è troppo stupido per essere accostato ai generi horror o fantascientifico, tanto più che di horror non ha davvero nulla a parte la sceneggiatura, davvero terrificante. Non mi resta che consigliarne la visione agli amanti dei filmbrutti, l’unica categoria di spettatori che può affrontare e apprezzare un film del genere.

Scritto da Martino Savorani [martinosavorani.it]

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