I PREDATORI DELL’ANNO OMEGA

Le guerre nucleari hanno devastato e trasformato il mondo. Al comando delle sue forze Omega, ora il bieco Prossor mantiene con pugno di ferro la dittatura sugli Illuminati.

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Titolo originale: Warrior of the Lost World
Anno: 1983 I Paese: U.S.A., Italia, Panama
Regia: David Worth
Attori:  Robert GintyPersis KhambattaDonald Pleasence 
 

Questo “I Predatori dell’Anno Omega” o “Warrior of the Lost World” è un vero cult per tutti i trashofili accaniti come me. Questa roba qui risale al 1983, è stato realizzato con un misero budget di poco o più di 500.000$ e non passò mai nelle sale (ovviamente), in quanto uscì direttamente in home video ben tre anni dopo, nel 1986. Così come molti altri film di serie b, la realizzazione di questa oserei dire imbarazzante pellicola, è stata travagliata ed anche parecchio. Il regista di questo film è David Worth, un regista abbastanza incapace e anche direttore di fotografia che non ha mai azzeccato nulla in vita sua, eppure ha fatto film che a me personalmente piacciono (ha co-diretto “Kickboxer – Il Nuovo Guerriero”, ha diretto “Lady Dragon” ed ha girato anche altri action di serie b). In questo scempio, purtroppo, si palesano anche due volti noti: Donald Pleasence e Fred Williamson. La domanda ora è una sola: come hanno fatto due attori come loro a finire in questa cosa qui? Semplice, non so spiegarmelo neanche io. Quando il film inizia con la musichetta bella, potremmo illuderci di vedere un bel film, ma è la tediosa sequenza iniziale che ci fa rendere conto che effettivamente ci troviamo davanti un film bruttescamente brutto, perchè lo è. È terribilmente brutto! In questa prima scena vediamo il nostro protagonista, un Robert Ginty senza nome, avvicinarsi alla telecamera a bordo dalla sua moto. Il problema della scena è che: intanto è terribilmente lenta e poi vedere un qualcosa di sfocato che si muove in lontananza non è certamente un bello spettacolo. In questa prima scena, l’eroe senza nome viene subito inseguito da una vettura della Omega, alla quale poi si associano due motociclette della stessa fazione, che quando verranno distrutte dai razzi sparati dalla moto del nostro protagonista, tra il fuoco dell’esplosione potremo assistere a come quelle fantastiche moto siano dotate delle rotelle che si agganciano alle biciclette dei bambini piccoli che non sanno ancora andare in bici senza rotelle. La risposta è questa domanda è molto semplice: le moto di quel tipo costavano di meno e per non far cadere il mezzo a terra mentre andava a fuoco con il manichino sopra, le rotelle erano necessarie. È un film che andrebbe realmente analizzato scena per scena, proprio per comprendere come faccia gente come me a vedere questi film, ma soprattutto come con quale coraggio David Worth abbia girato questo ormai avanzo di VHS. Da quanto riporta IMDb è stato interamente girato in Italia, precisamente a Roma, in Lazio. La scenografia è comunque orribile e basta solo una scena per capirlo: la scena in questione è quella in cui Ginty a bordo dalla sua moto, viene inseguito da alcuni mezzi dell’Omega in una specie di valle tutta verde dove dei veicoli distrutti sono stati gettati o sparsi lì un pò a caso, giusto per rendere l’idea del tema post-atomico. È chiaro anche che questo qui è uno dei tanti cloni (di serie b) di Mad Max, presenta infatti molte similitudini. Parlando di Pleasence, ne “I Predatori dell’Anno Omega” interpreta il cattivo in questione, il bieco Prossor, appunto il capo della perfida fazione Omega. Pleasence non delude con le sue doti recitative come al solito, ma essendo piazzato in un film brutto, mio malgrado contribuisce a rendere il tutto una sana merda. Anche il suo doppiatore non è male, ma non basta, non basta affatto. È comunque un Pleasence ridotto ai minimi termini che vedremo solo nel finale e in alcune scene, tra cui una ridicola sequenza di due minuti nella quale – grazie a quella che dovrebbe essere una macchina torturatrice – ma che in realtà è solo un tavolo (?) illuminato, egli è intento a torturare Nastasia (Persis Khambatta), figlia del professor McWayne (Harrison Muller Sr.). Spendendo due parole sugli ultimi citati: Persis Khambatta è un’attrice indiana completamente incapace a recitare, mentre Harrison Muller Sr. ha preso parte, oltre a questo, solo a due film. Fate voi. Parlando invece di Fred Williamson… intanto, non avrebbe dovuto neanche esserci in questo film, visto che era già impegnato nella realizzazione di un’altra pellicola. Tuttavia Worth (che non avrebbe dovuto essere neanche il regista) lo chiamò come attore, ma Williamson finì ad essere anche regista per certi versi, dato che le scene d’azione in cui è presente sono girate da lui stesso. Ci sono poi i ribelli conciati e vestiti in modo veramente indescrivibile… tra questi vediamo amazzoni, zoticoni, esperti di arti marziali e tanto altro ancora. Fra questi spiccano Daniel Stephen (il bastardello di 2020 – Texas Gladiator) e Geretta Geretta (la famosa Rosemary di “Demoni”). Il tutto è molto sconcio, disgraziato e parecchio insulso. Non c’è tensione, non c’è nulla di bello da vedere… praticamente fa solo ridere. È un trash da 10/10, ma brutto, veramente brutto. C’è poi la co-produzione italo-americana, infatti nei titoli di coda si possono leggere chiaramente più nomi italiani che nomi stranieri. Però… la cosa più fastidiosa di tutto il film è la moto del protagonista, che per quasi tutto il film non potrà fare altro che ripeterci in continuazione tutto quello che già vediamo con i nostri occhi. Nel finale interviene persino fisicamente nella vicenda, facendo in modo che l’eroe senza nome e Nastasia si “bacino” in un’orribile scena romantica girata coi piedi, così com’è girato tutto il film. La sceneggiatura? Devo veramente parlarvene? Ahahah!

Scritto da Giuseppe Rocca [Filmaniac]

Grazie a: Cinesate Tarocchissime


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