LA VITTIMA DEL KUNG FU

Chung Yao (Ka-Yan Leung), un esperto di arti marziali, è da tempo in fuga dal fratellastro, che ha scoperto cercando di violentare sua moglie la prima notte di nozze. Suo fratello non ha mai rinunciato alla caccia, e Chung Yao vive nel costante timore che il fratellastro vendicativo ucciderà lui e sua moglie. Un simpatico e grassottello praticante di kung fu (Sammo Kam-Bo Hung) lo aiuterà nel superare i suoi ostacoli con la speranza di diventare suo allievo.

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Lingua: SUB

Titolo originale: Shen bu you ji
Anno: 1979 I Paese: Hong Kong
Regia: Sammo Hung
Attori: Ka-Yan LeungSammo Kam-Bo HungYi Chang
 

Vagando su internet ho trovato questa rara perla neanche mai doppiata in italiano. Adesso che sto scrivendo non è neppure più disponibile dalla fonte da cui l’ ho pescata. Abbiamo a che fare con un insolito film di arti marziali dove il tema per una volta non è la vendetta, ma bensì la NON-vendetta (per chi non lo sapesse i film di kung fu sono incentrati quasi unicamente sul tema vendetta). Infatti il protagonista, bravissimo esperto di arti marzali, non si vuole affatto vendicare del fatto che suo fratello gli abbia stuprato la moglie. Addirittura si rintana nell’ ombra condannando la poveretta a vivere da fuggitiva. Perchè? Lo sapranno i cinesi, io di certo no. Il film è assurdamente poliedrico, un buon inizio mistery e poi ci troviamo ovviamente botte e calci molto ben coreografati (si tratta di un film diretto da Sammo Hung per chi non lo sapesse un mostro sacro del cinema di Hong Kong, la creme de la creme), drammi di varia natura con stupri, suicidi e morti varie e poi scene da film di Pierino. Ah si, c’è anche una scena horror dove appare Dracula (ma sarà veramente lui?) ! Il motivo di tutta questa grigliata mista? Il mio parere è sempre quello. A meno che non si tratti di cinema d’ autore bisogna sempre e solo andare a pensare a quello. I soldi. Bisogna vendere il film. Troppo serio? Troppo demente? Troppo kung fu? Poco pathos? Accontentiamo tutti e sarà un successone! Certo che con quella “stazza” che si ritrova Sammo Hung (che interpreta il ruolo di co-protagonista rubando spesso la scena all’ unico bell’ uomo di tutta la Cina) non può evadere chissà dove dall’ essere sempre e comunque il pulcinella di turno, in quasi tutti i suoi film infatti è chiamato “Fatty” ovvero “grasottello”. L’ intelligente Hung ne ha fatto una sorta di trademark di successo. Devo dire che ha calcato troppo il personaggio quando è arrivato a fare addirittura il minorato mentale nel film La Prima Missione. Ma torniamo a La Vittima del Kung Fu. Un film la cui scarsezza di linearità e un paio di plot twist ben assestati impedisce alla palpebra di calare. Poteva essere di certo scritto meglio poichè rimangono in testa degli aspetti poco spiegati, ma va bene così e il film si gode, del resto è bello proprio perchè è un bel pasticcio di carne con finale surreale (pure quello ci hanno messo!).

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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