TAGLIA CHE SCOTTA

Kanning, denominato lo Spirito Santo, abbandona l’attività di cacciatore di taglie e cerca di sistemarsi acquistando un locale che funge anche da bordello. Carver arriva in città per sequestrare alcune terre per conto della società Bartell Mining Company. I suoi rapporti con Kanning sono subito difficili tanto che Carver uccide una delle prostitute che lavorano per Kanning. Donnie, un’altra delle ragazze che lavorano nel saloon, non riesce a rimanere impassibile come Kanning e decide di vendicarsi con l’aiuto delle colleghe.

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Lingua: 

Titolo originale: Hard Bounty
Anno: 1995 I Paese: U.S.A.
Regia: Jim Wynorski (accreditato come Robert Swanson)
Attori: Matt McCoyKelly LeBrockJohn Terlesky
Conosciuto anche come Cacciatori di Taglie

 

Una decina d’anni fa la Rai mandò improvvidamente in onda un film hard in piena fascia mattutina, cosa che le cagionò una terribile reprimenda da parte del Moige (il temutissimo movimento italiano genitori) con conseguente lavata di capo dell’allora direttore generale agli sprovveduti programmatori.
Ebbene, pare difficile crederci ma il film era questo. E la cosa più divertente è che non si tratta assolutamente un film erotico, quanto di un trash western di serie Z con non più che un paio di scene molto softcore e qualche topless (notevole, peraltro).
Risulta difficile anche scriverci sopra un commento, in quanto è un’”opera” talmente brutta, naif e dilettantesca, perfino per abituali frequentatori dei bassifondi del genere come l’estensore di questo articolo, da ispirare addirittura simpatia.
Anche se infierire sulle magagne del film – che in tv ovviamente non si è più visto, per fortuna – è come sparare sulla croce rossa, onestamente non sappiamo dire cosa sia peggiore, se la trama assurda, che vede un bounty killer chiamato Spirito Santo come l’eroe dei western-barzelletta di Giuliano Carmineo redimersi dopo aver ammazzato per errore un paio di innocenti e cambiare attività rilevando un bordello gestito da un’irriconoscibile Kelly LeBrock (cioè la mitica “signora in rosso”, che secondo noi dovrebbe fare causa al suo chirurgo estetico) e da un gruppo di donnine allegre che sembrano uscite dal paginone centrale di Playboy e che improvvisamente si trasformano in delle pistolere ammazzacristiani che neanche Clint Eastwood, o la recitazione degli interpreti che fa sembrare qualsiasi attore del peggior spaghetti-western come proveniente dall’Actor’s Studio.
Brilla per la sua totale incapacità anche la regia di Jim Wynorsky – un forzato della serie B con oltre 75 film all’attivo, e probabilmente il regista più sbeffeggiato di tutti i tempi sui forum di cinema, su cui è stato girato anche un documentario dall’illuminante titolo Come fare un film in tre giorni – dall’andamento televisivo e con deliranti “omaggi” a Sergio Leone. Anche se sembra incredibile il doppiaggio italiano da soap-opera probabilmente contribuisce addirittura a peggiorare il tutto.
Le conigliette, se non altro, meritano.

Scritto da Shagrath82 [Filmbrutti.com]

Grazie a Andrea K. Lanza


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