RATS – NOTTE DI TERRORE

Dopo 225 anni dall’esplosione di una bomba atomica, una banda armata di ragazzi e ragazze alla disperata ricerca di cibo si introduce nottetempo in un grande locale di una città abbandonata. Improvvisamente, dopo aver mangiato, i giovani vengono assaliti da ratti enormi. Il panico si difonde all’interno della gang, specialmente in seguito ai primi decessi. Il leader, che si fa chiamare “Videogame”, perde progressivamente l’autorità sugli altri, che tentano disperatamente di mettersi in salvo…

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Titolo originale: Rats – Notte di Terrore
Anno: 1984 I Paese: Italia
Regia:  Bruno Mattei (accreditato come Vincent Dawn), Claudio Fragasso(non accreditato)
Attori:  Felissa RoseJonathan TierstenKaren Field
 

In un futuro post-atomico, la popolazione della Terra si divede tra la classe agiata, che vive al sicuro nei sotterranei, e i “nuovi primitivi”, costretti a vagare all’aria aperta tra i ruderi, senza acqua nè cibo. Un gruppo di questi trova un villaggio desolato dove accamparsi, provvisto di acqua potabile e scorte di cibo, scoprendo però che l’intera città fantasma è invasa dai ratti. Inizia così una guerra per la sopravvivenza, fino all’amaro, sconcertante (e assurdo) finale. Negli anni ’80 in Italia c’è stata una grande produzione di film del filone post-atomico (“1990: i guerrieri del Bronx”, “2019: dopo la caduta di New York”, “I guerrieri dell’anno 2072”, tanto per citarne qualcuno), nati dopo il successo di opere come “Interceptor” e “1997: Fuga da New York”. Bruno Mattei e Claudio Fragasso (sceneggiatore del film) partono da una base appartenente a questo filone cinematografico, utilizzandone diversi elementi (ambientazione, armi, mezzi) per poi sfociare nell’horror, strizzando l’occhio a pellicole come “Zombi” e “La cosa”. I protagonisti, infatti, si trovano assediati dalla minaccia di turno rappresentata in questo caso dai ratti, minaccia che inizia a creare scompiglio e zizzania anche all’interno del gruppo. Si possono contare numerose scene truci e sanguinolente (una su tutte quella dei ratti che escono dalla schiena di uno dei motociclisti appena ucciso; una scena analoga verrà riproposta in “Demoni” di Lamberto Bava), che nonostante il budget ridotto sono realizzate abbastanza bene. Peccato che la stessa cosa non si possa dire delle orde di topi assassini, delle cavie da laboratorio cosparse di olio per renderle sporche e minacciose, che più che attaccare i poveri malcapitati vengono palesemente lanciate dal fuori campo. Sempre per motivi di budget la scenografia (ri)utilizzata è quella di “C’era una volta in America”, ridotta a palazzoni fatiscenti e strade desolate, scelta che, dato il contesto post-atomico, funziona anche bene. C’è da chiudere un occhio su alcune interpretazioni, che a volte risultano un po’ fasulle (cambi di intenzione repentini, per esempio). Notevole la colonna sonora di Luigi Ceccarelli. Anche la fotografia, oscura e opprimente, fa il suo dovere. Uno dei migliori film dell’accoppiata Fragasso-Mattei, che sa pescare nel calderone dei sottogeneri in voga all’epoca per dar vita a questo fanta-horror apocalittico con animali assassini niente male. Un po’ trash (ricordiamoci chi sono il regista e lo sceneggiatore) ma niente male.

Scritto da Alfredo Squillaro [Interzona]


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