LA NOTTE DELLA LUNGA PAURA

Trama: Ad Ajo City, nel sud dell’Arizona, una proliferazione incontenibile di conigli distrugge ogni tipo di vegetazione. Bisogna trovare un rimedio evitando, però, effetti collaterali che potrebbero risultare disastrosi. A tale scopo, il ricercatore Roy Bennet, aiutato dalla moglie Jerry, sperimenta il dosaggio di iniezioni a base di ormoni antifecondativi. Accade però l’imprevisto.

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Titolo originale: Night of the Lepus
Lingua:
Anno: 1972
Paese: U.S.A.
Regia:
William F. Claxton

Recensione:
Culto o S/culto, come si suol dire, per gli amanti dei b movies, questo film è infatti l’ unica bizzarra pellicola a sensibilizzare la popolazione mondiale sul tema delle lepri giganti. Come prevenirle, come difendersi e come capirle. Vi consiglio di vederlo perchè, anche se non siete così appassionati di b movies, potrete sempre dire in giro di aver visto un film con i conigli giganti (da qui in poi scriverò conigli anzichè lepri). Chiaramente in sè il film oggettivamente è una cagata risibile. Oltre che a riprendere i conigli dal basso e da molto vicino e a costruire modellini in plastica di città piccole e a fare scorrazzare i quadrupedi a rallenty, gli autori non si sono sbattuti minimamente per rappresentare l’ orrore e la minaccia. Ma quale orrore, ma quale minaccia? Stiamo parlando di teneri puffolosi, ciuffosi, toffolosi coniglioni, con zampone grosse e pelose e un musone a pera. Mi domando che trauma infantile avrà avuto chi ha scritto il soggetto. Indubbiamente gli unici che possono capire questo film sono i figli dei vaccari degli stati uniti (centrali), seduti nelle loro decapottabili al drive in. Sforzandomi di capirlo, si, ci sta. Ma a questo punto noi siamo e ci sentiamo esclusi. Il messaggio c’è: non giocare con la natura perchè è la natura stessa che regola i propri ritmi e le proprie leggi. Un life motiv che ritroviamo molto spesso nei film di fantascienza, il tema più naturalistico si svilupperà appieno più negli anni ’70, poi dopo i ’70 cominceranno ad andare di moda quasi esclusivamente alieni e mostri orripilanti di vario genere. Una piccola nota di merito va alla presenza del mitico Stuart Whitman come protagonista, l’uomo dalle foltissime sopracciglia che ha interpretato burberi per 50 anni, diventando un’ icona dei B-movie ma anche dei telefilm americani anni ’80, ve lo ricorderete forse come lo sceriffo di Quel Motel Vicino Alla Palude di Tobe Hooper e che dire della sua magnifica interpretazione in Horror Safari? I più accaniti si ricorderanno questa pellicola allucinante. Ad ogni modo la domanda che bisogna porsi è la seguente: chissà chi c’è dietro a questo film. Lo avranno ideato degli animalisti giganti?

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