PERCHE’?

Trama: Durante una trasferta alcuni giovani tifosi dello Sparta (squadra calcistica di Praga) distruggono il vagone del treno sul quale viaggiano, molestando i passeggeri e commettendo atti di vandalismo in preda agli effetti dell’ alcol e all’ incitamento reciproco. Alcuni di loro vengono arrestati e così per la giovane banda di tifosi inizia un calvario tra interrogazioni, silenzi e problemi familiari che si risolverà solamente con il processo. L’ opinione pubblica è molto eterogenea e durante il film assistiamo a molte interviste di persone interessate alla vicenda o semplici passanti.

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Titolo originale: Proč?
Lingua:
Anno: 1987
Paese: Cecoslovacchia
RegiaKarel Smyczek

Recensione:
Perchè? è un film che tocca vari aspetti trasversali di un unico tema che, attenzione, non è quello della violenza negli stadi come ho letto in giro (quello è solo un pretesto), il tema è quello dei giovani che rifiutano la società che li circonda, pensando di non avere un futuro davanti, o ancora peggio di avere un futuro troppo omologato, alienante e soprattutto imposto. Si ribellano agli adulti come nei vecchi film di James Dean, ma questa è più la generazione de I Ragazzi Dello Zoo di Berlino (o rimanendo in tema di cinema est europeo del film sloveno Outsider), una generazione che sembra scomparsa oggi giorno, non perchè i problemi siano stati risolti ma perchè quella voglia di vivere e di ribellione ormai nessuno la respira più. L’ autodistruzione non è più innocente come in questo film ma è consapevole e anche film come Trainspotting sono stati fagocitati, digeriti e inglobati nella cultura pop. La messinscena è molto interessante e di tono autoriale, cioè senza scadere mai nel gratuito o nel volutamente basso ricercando facili apprezzamenti, si sposta su molteplici livelli proposti allo spettatore come una sorta di patchwork, non seguendo una cronologia ben definita. I piani in cui si svolge il film sono: il fatto in sè e per sè con scene di vandalismo sfrenato, le interviste alle persone per strada e alle persone vicino ai “colpevoli” che risultano piuttosto eterogenee a livello di opinioni (mi ricordano nostalgicamente le mini interviste di Cannibal Holocaust, ma sono io che sono fissato!!), l’ intimità familiare e del conflitto coi genitori (tutti i “colpevoli” degli atti vandalici provengono da situazione familiari difficili), e infine ci sono gli interrogatori. Il tono generale ha una volontà super partes, addirittura si nota un’ approccio documentaristico seppur sia chiaro, tirando le somme, che gli autori vogliano suggerire una risposta ben definita a questo emblematico “Perchè?” che intitola la pellicola. Ma mi fermo qui e vi lascio indagare assieme al film.

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