EAT THE SCHOOLGIRL: OSAKA TELEPHONE CLUB

Due giovani uomini si guadagnano da vivere facendo “il lavoro sporco” per una gang yakuza che produce film snuff. Tutti e due soffrono di disturbi sessuali ossessivi e morbosi. Uno di loro è ossessionato dalle telefonate erotiche e l’ altro si eccita solamente guardando corpi di donne mutilati. In questo inferno sadico, una ragazza angelica appare con la propria ingenuità e rimane coinvolta.

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Lingua:   SUB 
[la visione è riservata ad un pubblico maturo]

Titolo originale: Kogyaru-gui: Oosaka terekura hen
Anno: 1997 I Paese: Giappone
Regia: Naoyuki Tomomatsu
Attori: Yuuki FujitaMichiru KatôKozue Aoki
 

Eat the Schoolgirl è un film giapponese e come la bandiera giapponese è composto di due tonalità base, il rosso e il bianco. Il rosso del sangue e il bianco dello sperma. Dimentichiamoci le tinte platoniche del successivo lavoro del regista, il bellissimo Stacy, e lasciamoci imporre un video breve (un’ora) ma durissimo, teso tra i limiti del rappresentabile; da una parte gli eccessi sessuali, dall’altro quelli graficamente violenti dalle tinte rosso splatter.
La complessità della narrazione è in parte simile al lavoro successivo, così come parte della regia talvolta decisamente competente.

Un gruppo di yakuza, una bellissima donna nuda/angelo caduto che entra in contatto con uno psicotico dall’arma da taglio facile. Sesso telefonico, sesso dal vivo, sesso ripreso, fruito attraverso gli apparati elettronici mentre nella realtà esso viene eseguito a pochi metri di distanza. Sesso riflesso e deviato, sesso filtrato e rifratto. Abuso, ricordi di un’infanzia violata che tornano a galla, piume che piovono dal cielo, una ragazza cerca di raccogliere le proprie budella prima di essere colpita definitivamente. Sangue e sperma. Ma anche saliva, vomito, merda, incartate da un’ostentata patina “arty”.

Una nuova frontiera dalla settima arte, una poesia degli estremi simile a molte altre appartenenti ad altre forme d’arte. Certo, il tutto con la riserva del dubbio di trovarci di fronte ad un enorme bluff che solo il tempo potrà disvelare. Per ora si può solo subire questa nuova creazione maledetta di Tomomatsu Naoyuki con stupore frammisto a sottile e morboso piacere.

Scritto da Sensei Michele Man Chi (Asianfeast)


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