ROSSO SANGUE

Un sacerdote giunge in una cittadina di provincia per aiutare gli abitanti a sbarazzarsi di un crudelissimo mostro, il cui sangue ha la caratteristica di coagularsi con straordinaria velocità. L’impresa, tuttavia, presenta non pochi problemi….

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Titolo originale: Rosso Sangue
Anno: 1981 I Paese: Italia
Regia:  Joe D’Amato (accreditato come Peter Newton)
Attori:  George EastmanAnnie BelleCharles Borromel
 

La coppia Massaccesi-Montefiori dopo Antropophagus torna alla carica con questo slasher di stampo americano ricco di sangue e atrocità, ma purtroppo non riesce ad eguagliare i livelli del predecessore, pur restando comunque un buon esempio di horror italiano. Il film non è un vero e proprio sequel di Antropophagus, ma ne condivide alcuni elementi come l’origine greca del maniaco. Questi è un essere su cui un prete stava conducendo degli esperimenti di biochimica e ha la capacità di rigenerarsi dopo essere stato ferito. Il suo unico punto debole è il cervello. Dopo essersi sventrato su un cancello (con tanto di budella spiaccicate per terra) viene portato in ospedale, sedato e operato, ma una volta sveglio, il mostro uccide un’infermiera trapanandole il cranio e fugge. Dopo aver ucciso in malo modo un macellaio ed un motociclista (un giovanissimo Michele Soavi), entra nella casa di una famiglia borghese dove darà inizio ad una notte di terrore. La sceneggiatura più esile rispetto a quella di Antropophagus porta il film a qualche caduta di tono nella parte centrale, si cerca di dare una spiegazione alla follia del maniaco in questione, ma non risulta così convincente come nel film precedente e la caratterizzazione del personaggio potrebbe risultare più debole. Nonostante ciò, D’Amato (che qui si firma Peter Newton) dà comunque conferma del suo talento registico regalandoci una mezz’ora finale al cardiopalma, ricca di sangue e tensione, risollevando così il film e dando vita ad un’opera degna di nota nel panorama slasher, sicuramente tra le migliori opere italiane appartenenti a tale filone. C’è un’atmosfera malsana e i livelli di gore e marciume sono alti, basti pensare alla testa di Annie Belle infilata nel forno, al cranio tranciato del macellaio o all’inquietante scena finale con la ragazzina invalida che dopo aver decapitato Montefiori con un accetta, mostra la testa mozzata al fratellino dicendogli “Willy, non devi più avere paura”, sequenze che portarono il film ad essere annoverato tra i nasty movies perseguiti penalmente dal governo britannico. Le scene violente infatti sono dotate di una ferocia impressionante. Montefiori/Eastman oltre ad interpretare, molto bene, il folle assassino, firma la sceneggiatura del film adottando lo pseudonimo di John Cart, prendendo come fonte di ispirazione Halloween di John Carpenter. Notevole la colonna sonora, di ispirazione gobliniana, di Carlo Maria Cordio.

Scritto da Alfredo Squillaro [Interzona]


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