ZOMBIE LAKE

In un piccolo villaggio in Francia, i soldati tedeschi, assassinati dai Resistenti e gettati in un lago dieci anni prima durante la Seconda guerra mondiale, tornano in vita per vendicarsi del sindaco, colui che ha ordinato la loro esecuzione. Alla vicenda e agli attacchi degli zombie nazisti si interessa la giornalista Katya Moore.

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Titolo originale: Le lac des morts vivants
Anno: 1981 I Paese: Francia, Spagna
Regia:  Jean Rollin (accreditato come J.A. Laser), Julian de Laserna (non accreditato)
Attori:  Howard VernonPierre-Marie EscourrouAnouchka
 

Se almeno fosse uscito prima di Shock Waves avrebbe almeno avuto l’onore di essere il primo a usare zombie nazisti in un film, invece la pellicola di Jean Rollin (emulo francese di Jesus Franco specializzato in storie di sesso e vampiri) si rivela un’inetta copia del film di Ken Wiederhorn che già di per sè era pallosetto. Immaginatevi ora una storia di soldati nazisti uccisi dai partigiani francesi e gettati in un lago, che risorgono per vendicarsi e passano un’ora e mezza a ciondolare fuori e dentro dalle acque allegramente, buttategli dentro qualche nudo gratuito e qualche secchiata di vernice rossa sul collo di giovinette che non sanno neanche fingere di essere morte, e vi renderete conto della tortura che vi accingete a sopportare guardando questo film.

D’accordo che Rollin è un artigiano, d’accordo che sfornava film come il pane senza starci troppo a pensare (in effetti per vendere le pellicole a lui bastavano tette e culi in bella mostra) però stavolta ha esagerato. Troppe le ridicolaggini e gli errori spaventosamente vistosi che emergono minuto dopo minuto. Ci sono un gruppo di ragazzone di una squadra di basket che si spogliano e iniziano a giocare con l’acqua che gli arriva alle gambe, ma da sotto vediamo le gambe muoversi come se tutto il corpo fosse immerso.

E’ questo è solo l’inizio, gli zombi agguantano al collo le donne ma non ci sono ferite, solo una spruzzata di sangue vistosamente finto come fintissimo è anche il make up dei soldati (gli colorano la faccia di verde ma non il collo!). Le scene passano dal giorno alla notte improvvisamente, Rollin tenta di dare una parvenza di spessore con la storia della bambina che sarebbe figlia di uno dei soldati, ma a parte la bruttezza della bambina (ma chi li faceva i casting?) come si fa a farla piangere nel finale e dire “non ti dimenticherò” quando lei stessa ha ordito il piano per distruggere col napalm il plotone di morti viventi?

Persino Howard Vernon che dovrebbe essere un buon attore ciondola inutilmente in questa farsa maleodorante che un bambino girerebbe meglio con la telecamerina super 8. Dulcis in fundo la musica che accompagna tutta la tragedia (per lo spettatore) è noiosa alla millesima potenza. Insomma il film adatto se volete che la fidanzata vi molli o se volete far confessare qualcuno!

Scritto da Il Dottor Satana [Odorama Exploitation Movies]


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