SUL FILO DEL RASOIO

Trama: Giovane e bella, si trasferisce nella casa sul lago dove un anno prima è stata assassinata la sorella e si ritrova sul suo stesso, imprevedibile e macabro percorso di morte.

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Titolo originale: Sul Filo del Rasoio
Lingua:
Anno: 1992
Paese: Italia
Regia: Joe D’Amato (accreditato come James Burke)

Recensione:
Diretto da Joe d’Amato (Aristide Massaccesi), accreditato come James Burke, e prodotto dalla FilmMirage, questo prodotto è sicuramente lontano anni luce dai supercult del maestro come Buio Omega e Antropophagus. Questo thriller/giallo erotico tende a sottolineare come già dagli anni ’90 in poi, D’Amato comincierà esclusivamente la carriera da regista pornografico. Detto ciò, andiamo al film. Intanto, da cattivo quale sono, la mia recensione parte già con un errore: la protagonista Frances (interpretata da Gala Orlova) non ha lo stesso cognome della sorella, quindi come fanno ad essere sorelle? Padre diverso? E no, perchè proprio la protagonista nel film specifica come abbiano avuto un solo padre. Carine le musichette di sottofondo, ma quasi tutto il resto no, non ci siamo proprio. La recitazione degli attori risulta davvero scarsa, per non dire proprio da cani. Come se non bastasse, nella pellicola troveremo anche una specie di gigolò, ovvero Sonny Everett (interpretato da un certo Theo Losito) che romperà l’anima per tutto il corso della vicenda, perchè si indebita con le bische e visto che non ha i soldi per pagare, seduce le donne ricche mature al fine di farci sesso per farsi poi consegnare la somma che gli serve per salvare il suo debito di turno. Neanche la sceneggiatura è ben curata e la fotografia (curata da Daniele Massaccesi) risalta solo in pochissime inquadrature. Le scene di sesso sono altamente ridicole e troppo recitate, senza un minimo di decenza. Stessa questione vale per le uniche due scene d’omicidio, che mi hanno fatto solo ridere. Altri interpreti da segnalare nel film sono: Maurice Poli (nel ruolo dell’agente immobiliare che persuade Frances nell’acquisto della casa) e Walter Toschi (nel ruolo di Ray Perkins, un tenente di polizia). Il finale è proprio brutto, studiato davvero male male. È un’opera molto macchinosa e lenta, in più il fatto che le scene di sesso occupino abbastanza tempo mi ha molto disturbato. Peccato, perchè in se aveva determinati elementi per i quali poteva uscirne un buon giallo.

Recensione scritta da Giuseppe Rocca

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