FUDOH: THE NEW GENERATION

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Lingua:  SUB

Titolo originale: Gokudô sengokushi: Fudô
Anno: 1996 I Paese: Giappone
Regia: Takashi Miike
Attori:  Shôsuke TaniharaMiho NomotoTamaki Kenmochi 
 

La famiglia Fudo e gli Yasha sono due clan alleati appartenenti alla yakuza.Tra i due gruppi, però, scoppia una faida causata dal figlio maggiore dei Fudo, Ryu, per interrompere la quale il padre è chiamato ad uccidere il ragazzo. Ancora bambino, Riki assiste accidentalmente alla scena dell’uccisione del fratello maggiore. Dieci anni dopo, i mandanti della morte di Ryu cominciano a morire uno ad uno in maniera violenta. Dietro a questi assassinii misteriosi c’è proprio la mano di Riki, ora studente modello di un istituto superiore, il quale con la propria organizzazione criminale, composta da un gigante sterminatore, feroci bambini killer, un ermafrodito che spara dardi dalla vagina, sta portando a termine la propria vendetta.

Cominciamo col dire che questo film è ispirato all’ omonimo manga di Hitoshi Tanimura, manga che presumo nessuno abbia letto dato che in Italia chiaramente quest’ opera è tutt’ ora inedita (chissà che non succeda comeCrows, finalmente uscito nel nostro Paese dopo il successo dei due film di Miike? Troppo tardi a questo giro). Tuttavia grazie all’ ottimo lavoro di Miike possiamo goderci la trasposizione da cellulosa a celluloide di questa interessante storia di azione e vendetta con il classico sfondo dell’ immaginario yakuza. A dire il vero questo non è strettamente un film yakuzacome lo può essere un Yakuza Demon, un Agitator, o un Outrage. La forte caratterizzazione dell’ opera in chiave anime / manga contamina fortemente il contesto migrandolo in lidi spesso inusuali per uno yakuza movie, come i banchi di scuola, i bambini killer e via discorrendo. Per coloro che non sono abituati a guardare questo genere di film, ebbene questa è una pellicola che può soddisfare la sete di Tarantino che c’è in qualsiasi occidentale affascinato dall’ eclettico regista, poichè ironia e azione sono ingredienti che insaporiscono fortemente quest’ opera altrimenti poco fruibile. Di certo siamo davanti a qualcosa che non annoia ma intrattiene con punte di genialità a sprazzi. Se vogliamo parlare di difetti, il fatto di rappresentare un manga dal vivo spesso porta a incastrare forzosamente molti personaggi senza avere il tempo materiale di caratterizzarli a sufficienza, quando invece nell’ opera cartacea vengono spesi volumi su volumi per creare un’ armonia molto ponderata. Stesso discorso è da fare riguardo ad una certa ritmica e cronologia da rispettare, ovvero bisogna raggiungere determinati punti chiave della storia in tot tempo. Operazione particolarmente complicata In questo caso dato che non ci troviamo ad aver a che fare con uno di quei manga dove un eroe ogni capitolo compie sempre le stesse azioni davanti a nemici diversi, questa è più una piccola epopea familiare alla Il Padrino. A riprova di quello che dico vi segnalo che questo film ha avuto ben due sequel, tutti e due purtroppo orfani di qualsiasi sottotitolo… (disperazione). Tornando a Miike questa pellicola si colloca durante il primo decennio della sua carriera da regista, addirittura prima di Full Metal Yakuza. E’ il primo film di Miike ad essere esportato all’ estero per mezzo di vari festival internazionali di cinema ed è stato citato da Eli Roth in Hostel II durante la scena della testa mozzata usata a mo’ di pallone da calcio.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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