ZPG, UN MONDO MALEDETTO FATTO DI BAMBOLE

Trama: In un futuro prossimo la Terra è sconvolta dall’inquinamento al punto da indurre l’umanità a contenere il numero degli abitanti e proibire nuove nascite, coloro che trasgrediscono il divieto sono condannati a morte immediata. Alle coppie che vogliono sopperire la mancanza di un figlio sono offerte in commercio delle inquietanti bambole robot parlanti.

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Titolo originale: Z.P.G.
Lingua:
Anno: 1972
Paese: U.S.A., Danimarca
Regia: Michael Campus

Recensione:
Negli anni’70 doveva esserci una vera ossessione per la sovrappopolazione e l’esaurimento delle risorse alimentari e dello spazio , almeno a giudicare dai numerosi film , più di impronta futuribile che di fantascienza, sul tema. Questo è uno dei più angoscianti; in un mondo completamente pervaso dallo smog , tanto che si vedono a malapena gli edifici e non si vede il sole , camminano degli esseri umani costretti a vestire delle maschere facciali per riuscire a respirare. La popolazione è così elevata che i governi mettono fuori legge la riproduzione , pena la morte per esecuzione pubblica ed una ricompensa al delatore. Oddio , non che la vita sia poi così divertente : cibi in tubetti tipo dentifricio , bevande in contenitori che sembrano perette per clisteri (la scena del ristorante è angosciante) ; in musei sono presenti copie di animali , ormai tutti estinti ; ci sono persino auto e pompe d benzina , simulazioni di interventi dentistici e visite mediche.Per non parlare di terrificanti rappresentazioni della vita del XX secolo messe in scena da attori. In questo vivace ambientino , non potendosi procreare , per saziare gli istinti genitoriali delle coppie vengono prodotte delle agghiaccianti bambole che sostituiscono i bambini. Seguiamo una coppia , tristissima , di impiegati del museo , avevano un bambino ma è deceduto ed ora non è possibile averne altri , lei rifiuta di adottare una bambola ; così , infrangendo la legge ne procreano un altro , ma degli amici appiccicosi ci mettono il becco. Il tema è interessante , il controllo della società da parte di un misterioso Concilio , l’esagerato inquinamento che ha portato il genere umano ad essere una massa di pupazzi quasi indistinguibli gli uni dagli altri … bei temi che nel film vengono appena accennati all’inizio ; poi la pellicola naufraga in un mare di noia e lentezza.

Recensione scritta da Evaristo Sberna

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