GUZOO: LA COSA DIMENTICATA DA DIO – PARTE 1

Trama: Quattro ragazze in vacanza raggiungono una baita in una zona montuosa. Sono ospiti di Minako Takamura (Yumiko Ishikawa), una ricercatrice archeologica. Mentre le ragazze si divertono la dottoressa Takamura continua le sue ricerche nel proprio laboratorio allestito nello scantinato, il cui accesso è assolutamente vietato agli estranei. Purtroppo per i frequentatori della baita, nella cantina è nascosto Guzoo, la bestia dimenticata da Dio.

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Titolo originale: Guzoo: Kami ni misuterareshi mono – Part I
Lingua:  SUB 
Anno:
 1986
Paese: Giappone
RegiaKazuo ‘Gaira’ Komizu

Recensione:
Il maestro dell’ ero guro (così lo chiamano lo splatter / erotico giapponese in madre patria) Kazuo ‘Gaira’ Komizu nel pieno della sua attività cinematografica getta le basi (assieme ad altri indimenticabili perle come Guts of A Virgin e Guts of a Beauty) di quella che ora è una vera e propria tendenza new wave del cinema nipponico, quella che viene chiamata sempre più spesso “J-sploitation” (japanese + exploitation) ovvero lo splatter + action a sfondo umoristico, dove quello che conta sono gli effetti speciali e il gusto per il fanta-bizzarro. Tutto questo nasce proprio in quegli anni, nasce da queste piccole pellicole semi-amatoriali come GuzooCyclops e Biotherapy (per citare tre degli esempi più influenti) a cavallo tra gli ’80 e i ’90, pellicole create da una generazione di cineasti indipendenti appassionati di effetti speciali che più che registi si riconoscevano come artigiani, e che sono ora la punta del cinema horror nipponico, non quello con donne fantasma dai capelli neri e lunghi, ma quello che si esprime in tutta la sua splendida bizzarria in pellicole come Tokyo Gore PoliceMutant Girls SquadDead Sushi e via dicendo. Nonno Gaira, allora quarantenne, confeziona questo solido cortometraggio direct-to-video dal carattere amatoriale che definisco appunto solido poichè tutto funziona alla meraviglia, lo spettatore ottiene tutto ciò che desidera: un gruppo di belle lolite scalze che un attimo prima gioca in piscina con la palla e un attimo dopo viene divorato da un coso deforme bitorzoluto tentacolare che emette versi gutturali irriproducibili da bocca umana. Perdoniamo l’ assurda introduzione che pretende di sbolognare in 4 parole l’ origine di questo blob carnivoro, poichè chissà che provenga da qualche manga sconosciuto che noi non ci sognamo nemmeno di pensare (magari dalla penna di Kazuo Umezu). Molta camera a mano, montaggio frenetico e maniacalmente ansiogeno, luci che oscillano tra buio e molto buio. Effetti speciali spartani e artigianali ma che fanno il loro sporco lavoro, anni luce più preferibili di tutta la cgi abusata dal cinema ultra-low budget odierno dove anche una comunissima epistassi è creata artificialmente (malissimo) con un programma di grafica. Lunga vita senpai Gaira! Banzai! Banzai! Banzai!


Curiosità:
 non esiste un Guzoo part 2, esattamente come il nostro Bosco 1

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