LA VAMPIRA NUDA

Deciso a scoprire cosa sia accaduto ad una ragazza che ha visto in fuga da misteriosi inseguitori dai volti coperti da maschere animalesche, il giovane Pierre scopre che suo padre Radamante fa parte di una setta sanguinaria che inneggia al suicidio ed al sacrificio umano perseguendo il sogno di procurarsi la formula di un elisir dell’eterna giovinezza. Il culto sembra manovrato da sinistri mutanti…

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Lingua:
[la visione è riservata ad un pubblico adulto]

Titolo originale: La Vampire Nue
Anno: 1970 I Paese: Francia
Regia: Jean Rollin
Attori:  Caroline CartierOlivier RollinMaurice Lemaître
 

Non è facile digerire lo stile di Jean Rollin, sopratutto per uno spettatore moderno abituato ad una certa frenesia d’immagine che il regista francese non ha mai adottato, i suoi film, oltre ad un’ostentata attitudine arty, sono decisamente lenti, dialoghi ridotti all’osso, sequenze dettagliate (sopratutto per quanto riguarda il nudo femminile) e spesso sono totalmente incomprensibili. Elementi ben rappresentati in questo “La La vampire nue” ennesima rielaborazione del tema vampiresco al femminile, marchio inconfondibile del maestro che ne rielabora il concetto filmico come un mantra ossessivo in buona parte delle sue pellicole. L’incipit ci porta in un laboratorio di analisi dove un gruppo di incappucciati preleva il sangue ad una donna in vestaglia, poi tutta una serie di sequenze allucinatorie in cui vediamo uomini che indossano maschere di animali e una rossa in calzamaglia che fa una sorta di danza da locale strip-tease con tanto di conetti sui capezzoli. Nel frattempo assistiamo all’incontro tra il giovane figlio di papà Pierre con una misteriosa ragazza inseguita da misteriosi figuri.

La scena si sposta in una villona lussuosa dove un gruppo di ricchi, seguaci del culto dell’immortalità inizia a suicidarsi, ma Pierre, protagonista della vicenda si rifiuta e ammazza il proprietario, mentre fugge un tizio mascherato da Shazam lo esorta ad andare da suo padre, il ricco industriale Radamante, dove lo attendono altre sorprese. Intanto vediamo un pittore che ammira una nera nuda con unghioni di rame alle dita. L’andamento del film è un pò tutto così, con pretese di artisticità oltre ogni limite, un melange visionario dove l’occhio si bea di una fotografia molto accurata, scenografie sontuose e una messa in scena decisamente accattivante, il tutto accompagnato dalla colonna sonora di Yvon Serault realizzata con musiche psichedeliche e particolarmente ossessive.

A tratti si percepisce un’aura quasi pasoliniana, accentuata da una recitazione glaciale e un ritmo ammorbante che mette a dura prova la comprensione di quanto accade. Conviene dunque adagiarsi al ritmo ipnotico di sequenze notturne con gigantesche ombre, campi lunghi, sculture bizzarre, un pò di nudo ma poca roba rispetto a quanto promette il titolo. Ed alla fine non ci sono neanche i vampiri, il finale infatti prende una insolita piega fantascientifica in cui i succhiasangue sono in realtà dei mutanti. Pare (ma pare eh!) che Kubrick si sia ispirato alle atmosfere de “La La vampire nue” per realizzare Eyes Wide Shut, cosa che in effetti potrebbe anche essere, ci chiediamo peraltro se almeno il buon Stanley ci abbia capito qualcosa in questo minestrone confusionario e dadaista.

Scritto da Il Dottor Satana [Odorama Exploitation Movies]

 


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