ARMA NON CONVENZIONALE

Mentre sta per mettere le mani sul boss della droga Manning, il poliziotto Jack Caine (Dolph Lundgren) è distratto da una rapina: il suo collega viene ucciso, Manning scappa, i suoi complici sono eliminati da Talec (Matthias Hues), un trafficante alieno. Oltre che con i temibili extraterrestri, Caine deve così vedersela anche con i suoi superiori, decisi a insabbiare l’inchiesta per fini poco puliti.

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Titolo originale: Dark Angel
Anno: 1990 I Paese: U.S.A.
Regia: Craig R. Baxley
Attori:  Dolph LundgrenBrian BenbenBetsy Brantley
 

“Arma non convenzionale” è un cultone impagabile del 1990 diretto dal saggio Craig R. Baxley, già regista della serie tv “A-Team”. Si tratta di un fanta-action con contaminazioni horror e dalle tinte anche da giallo, che vede come protagonista un giovane Dolph Lundgren, che interpreta il detective Jack Caine e che, affiancato da un minuto partner affidatogli dall’FBI, deve indagare su una serie di brutali omicidi ai danni di alcuni uomini che hanno un nesso con il giro della droga, più precisamente dell’eroina, pericolosa e rinomata sostanza stupefacente, ovviamente illegale. Tutto frullerà nella testa della “strana coppia” tranne che… avere a che fare un mastodontico alieno dalla chioma biondo platino e con gli occhi bianchi, il quale si presenta alle sue vittime con una frase che, così come “io ti spiezzo in due”, è rimasta negli annali del cinema, ossia: “io vengo in pace”. L’alieno, in questo caso trafficante di droga spaziale, è interpretato dal titanico Matthias Hues. Baxley dunque mette in scena una storia decisamente originale, molto bella ed anche divertentissima, confezionando un tamarrissimo prodotto che ha il suo buon posto nelle classifica dei cult. Quel posto, seppur non sia il primo, non glielo leverà nessuno. I combattimenti sono girati e fatti benissimo, Lundren sfoggia anche nei suoi micidiali calci circolari, mentre Hues si diverte a far saltare tutto per aria utilizzando una mitragliatrice che spara colpi esplosivi e soprattutto a tagliare le gole a chiunque capiti utilizzando una lama elettromagnetica che è programmata per uccidere e che si ferma solo quando trova un polo opposto che la attrae. Parlando di alieni ed extraterrestri, inoltre, c’è un avvenimento nel film che è decisivo e che risvolta totalmente tutta la storia, ma svelandovi questo segreto, chi ancora non l’ha visto perderà tutta la curiosità della visione ed io che ho scritto questa recensione non voglio assolutamente questo. In questo lungometraggio di 91 minuti ci sono tutti gli elementi che determinavano gli scanzonati film d’azione di quegli anni: macchine che esplodono, sbirro buono/sbirro cattivo, violenza gratuita e via dicendo. Poi come già detto alla regia abbiamo Craig Baxley ed è davvero una garanzia, perchè è un regista che ha una buona tecnica e grandi mani. Qui, inoltre, è al suo secondo film, in qualità di lungometraggio ovviamente. Il primo era stato “Action Jackson” (1988). Questo film può essere considerato anche un “buddy movie”, proprio perchè nel film abbiamo una coppia di agenti (anche se uno della polizia e l’altro dell’FBI), messi insieme non con il loro volere e costretti quindi a lavorare insieme. Però questa loro iniziale non-collaborazione li porterà sulla giusta strada, o come diceva un nostro antico autore… sulla “retta via”. Parlando ora di qualche curiosità, innanzitutto Hues ha preso parte anche alle scene più pericolose senza utilizzo di stuntmen, perchè non si trovava nessuno stuntman della sua stazza. Curiosità molto più importante, invece è che si tratta del primo film di fantascienza (insieme a “Predator 2”, uscito qualche mese dopo) nel quale alcuni criminali vengono “giocati” da un extraterrestre e che il partner del protagonista (il poliziotto di turno) viene ucciso. Concludo questa parte dicendo che quella di Matthias Hues, qui, è la sua migliore interpretazione di sempre. Sul film non c’è moltro da dire: per coloro che negli anni ’90 erano ragazzi, è proprio un cult dell’infanzia, ma anche tecnicamente è decisamente degno del titolo di “cult”, anche perchè è sicuramente meglio di molti film dello stesso genere usciti ai tempi e anche di molti usciti adesso. Bello, davvero bello… originale anche, nostalgico e senza dubbio fatto come si deve. Il finale poi alza il livello di tamarranza a livelli “spaziali”. Unico!

Scritto da Giuseppe Rocca [Filmaniac]


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