THE PHANTOM KUNG FU

Trama: Nella Cina del 1600 la fazione clandestina simpatizzante della dinastia Ming, lottava per far cadere il governo Ch’ ing. Per fermare ogni tipo di colpo di stato il governo centrale ha dato ordine al temibile ufficiale Cha Ta-chu (Yi Chang) di reprimere ogni forma di ribellione e in particolare di dare la caccia al nucleo principale dei ribelli. Il guerriero Chiao Yu-pai (Don Wong) tuttavia sembra subire gli effetti mortali del “palmo della morte” di Cha Ta-chu.

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Titolo originale: You ling shen
Lingua:
Anno: 1979
Paese: Taiwan
Regia: Tso Nam Lee

VOTO: 4 / 10
VOTO TRASH: 8 / 10

Recensione:
Questo titolo mi ha attirato molto perchè speravo di trovare degli elementi horror in un film di kung fu come in Shaolin Contro I Mostri Diabolici o Drago Contro Vampiro (Dragon Against Vampire) per esempio. Sono stato soddisfatto perchè soprattutto nel finale possiamo vivere uno dei momenti più bizzarri e assurdi che il cinema ci può regalare, addirittura il “palmo della morte” eseguito contro delle lapidi (!!) per uccidere gli spiriti dei morti. Fantastico. Il vero protagonista di questo film è Yi Chang che, nonostante gli orribili baffi posticci e il doppiaggio che lo fa sembrare un coglione (l’ ho visto in americano, spero che questo voglia dire che i dialoghi siano stati manipolati perchè le sue battute sono allucinanti), regala una buonissima interpretazione. I “buoni”, ovvero i ribelli pro Ming sono così frastagliati e così diversi tra di loro che nessuno spicca particolarmente, anche il bell’ uomo di turno non ha abbastanza minutaggio dalla sua per insignirlo della carica di protagonista. Volendo spendere due parole sulle scene di combattimento, ci troviamo davanti a degli abilissimi acrobati, che però si limitano a servirci unicamente performance coreografiche a discapito della “veridicità” dei colpi. Con questo voglio dire che ci sono talmente tante piroette e capriole circensi che il pathos e la drammaticità che hanno portato alla lotta vengono dimenticati completamente, e quello che rimane è semplicemente una dimostrazione acrobatica (di tutto rispetto). Purtroppo nonostante le belle situazione allucinate che riguardano il fantasma kung fu, devo dare un voto negativo a questa pellicola perchè effettivamente la sceneggiatura prolassa in maniera inesorabile verso la ripetitività e verso inutili e lunghi dialoghi autoreferenziali recitati in scene senza senso con gente che si nasconde in grotte e se ne sta con le mani in mano. Capisco che nei film di kung fu non sia necessario avere una buona sceneggiatura, ma se questa si trasforma pure in una soap opera argentina… Non aiuta certo il vedere parte del cast talvolta tagliato via dall’ inquadratura per via della riduzione yankee (fatta con la scure) da un cinematografico widescreen ad un televisivo 4:3… thank you and goodbye!


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