SUPERMARKET HORROR

Trama: Ferdy e i suoi amici hanno deciso di fare una bravata, passare tutta la notte in un centro commerciale chiuso. Non sanno che ad attenderli ci sono dei robot della Secure-Tronics progettati per sorvegliare lo stabile. La situazione si scalda quando le macchine iniziano a dare di matto e a voler eliminare a tutti i costi gli intrusi.

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Titolo originale: Chopping Mall
Anno: 1986
Paese: U.S.A.
Regia: Jim Wynorski

VOTO: 8 / 10
VOTO TRASH: 9 / 10

Recensione:
Metti insieme un paio di pupazzoni carrozzati sopra tagliaerba telecomandati (che dopo aver visto Cortocircuito purtroppo non fanno più paura a nessuno), un supermercato in chiusura notturna, 5 o 6 attori freschi di diploma, qualche effetto pirotecnico qua e splatterone là, mescoli tutto con un pizzico di spirito d’avventura e creatività ed ottieni Supermarket Horror. Un piccolo b-movie che si è infilato col passare del tempo nel substrato della cultura (o subcultura) americana ottenendo il titolo di “classico” a pieno merito. Sarà per l’ambientazione tanto cara all’ americano medio del supermercato, la stessa che ha contribuito a decretare l’indiscusso successo dell’immortale Zombi, o sarà perchè in questo film si decreta il vero tramonto del muscolo e la vera rivincita dei nerd poichè, diciamocelo chiaramente, qui i bellocci fanno una figura tapina e gli occhialuti se la cavano egregiamente. E’ questo il cinema che piace ai cultori dei film di serie b, soluzioni originali e messaggi impliciti per chi sa intendere, senza cadere nello stucchevole e nel buonismo. Così spesso l’ingegno sopperisce alla scarsità di budget, anche se con un produttore esecutivo come Roger Corman, l’ efficacia è assicurata. Molti particolari deliziosi per i cinefili sono da segnalare in questo film come le numerose locandine horror disseminate nella scenografia e in particolare si segnala The Lost Empire opera prima dello stesso regista Jim Wynorski (che divenne poi un mostro sacro del trash), che pur di lavorare nella scuderia di Roger Corman, si è accontentato di girare un film con un budget molto risicato, mettendocela proprio tutta e rimettendoci anche una costola dato che nessuno voleva fare lo stunt della ragazza che cadeva dal terzo piano, alla fine per andare avanti si propose lui, ma non disse a nessuno di essersi rotto una costola fino alla fine delle riprese. Anche Roger Corman si auto-cita nel film quando i due dolci nerd in procinto di pomiciata si guardano L’ Assalto dei Granchi Giganti firmato appunto dal formidabile regista/produttore. Parlando sempre di Corman ecco che vediamo uno spassoso cameo di uno dei suoi attori feticcio Dick Miller, interprete di Un Secchio di Sangue e di La Vergine di Cera per dirne un paio. Per concludere, questo è sicuramente un classico che non può mancare nella lista dei film che un buon horrorofilo dovrebbe guardare.

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