QUANDO ALICE RUPPE LO SPECCHIO

Trama: Le ripetute intrusioni di un suo misterioso, quanto imprevedibile, “doppio”, finiscono per compromettere irreparabilmente la brillante carriera di un serial killer con ambizioni di impenitente seduttore.

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Titolo originale: Quando Alice Ruppe Lo Specchio
Lingua:
Anno: 1988
Paese: Italia
Regia: Lucio Fulci

Recensione:
“Quando Alice ruppe lo Specchio” o “Touch of Death” è uno degli ultimi film diretti dal grande Lucio Fulci. Uscito nel 1988 e girato contemporaneamente a “Il Fantasma di Sodoma” la copertina di questo film presenta già qualcosa che effettivamente nel film non c’è: sulla copertina abbiamo una scalinata, uno zombie e una donna molto bella. Difatti, nessuno dei tre è presenti nella pellicola, perchè non ci sono assolutamente belle donne (solo racchie improponibili), non ci sono zombie e neanche scalinate. Il protagonista di questa malsana vicenda è Lester Parson, un cannibale moderno e pacato che, avendo il vizio del gioco d’azzardo e delle corse dei cavalli, ha un continuo bisogno di denaro, così si rende “gigolò” e accetta di “fare compagnia” ad alcune vedove ricche, ma soprattutto brutte come la peste. La cosa buffa è che a tutte queste attrici sono stati applicati barba e baffi finti per rendere più l’idea. È un horror-comedy molto ignorante, ma assolutamente divertente ed anche molto gore. Nel film oltre a Brett Halsey (che interpreta appunto Lester), abbiamo Al Cliver, Ria De Simone, Sacha Darwin, Zora Kerova ed anche Maurice Poli (non accreditato) nei panni di un giornalista alla tv. Ciò che più viene fuori nei film del regista romano, persino nei suoi film più indifendibili, è la sua mano artistica: Fulci è un regista che anche nelle sue opere più brutte ci ha comunque regalato sempre una buona regia e lo fa soprattutto in questo film. Dalla commedia riconduciamo Lucio Fulci ai suoi film con la coppia storica Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Perchè? Proprio perchè a differenza di altri registi, i suoi film con Franco e Ciccio avevano trame e risvolti assolutamente diversi, mai banali… ma comunque divertentissimi! Tornando a questo film, invece, è chiaro anche che lui lavorava sempre con dei budget indicibili, proprio lo “scarto in denaro” per così meglio dire. Nonostante questo ci regala una pellicola strana con una storia alquanto particolare e un risvolto assolutamente bizarro. Da molti definito come una “cazzata”, per me non è affatto così. Intanto, è uno dei soli due film che Fulci diresse per la serie della Cine Duck “Lucio Fulci presenta”, poi dev’essere guardato per il verso giusto, chiaro. Non è paragonabile per niente a “E tu Vivrai nel Terrore… L’Aldilà!”, ma è comunque un prodotto carino, accettabile e del tutto godibile, sicuramente meglio di “Voci dal Profondo”. Le scene gore come già detto non mancano, poi per essere negli anni ’80 sono anche buone e, d’altronde, è evidente che Fulci le voleva più di ogni altra cosa. Se può interessare Il compito per gli effetti speciali è stato affidato ad Angelo Mattei (il quale ha lavorato sempre per tale compito al cult “Demoni” del 1985 di Bava Jr.). Ci sono molti punti interessanti ed anche geniali. È anche ottimo vedere il rapporto che il protagonista ha con i loschi uomini della bisca nella quale gioca. Uno di loro è un irriconoscibile Al Cliver, accreditato come Pier Luigi Conti, che interpreta un tale Randy. Cosa ancora più interessante è vedere quanto quelli della bisca siano cattivi quasi al pari del serial killer stesso. Una parte sicuramente geniale, invece, è quando Lester trasporta in auto una delle vedove morte che essendo morta da poco, non sta ferma e pende da ogni dove. A questo punto egli viene persino fermato da un poliziotto che non si accorge di nulla, nemmeno di quando lui è distratto e Lester sistema la morta che ha accanto. Top! Altra scena divertentissima è quella in cui Lester è alle prese con un’altra vedova, interpretata da un ancora più brutta Sacha Darwin, nella quale lo sventurato tenta di avvelenare la vedova che però essendo brilla, continuerà a stonarlo di parole scampando alla morte ben due/tre volte scambiando persino il suo bicchiere con quello del suo futuro carnefice. Quando finalmente l’assassino sembra essere riuscito nel suo intento, la vedova vomita avendo bevuto troppo alcool, tant’è che il veleno non fa effetto. Lì scatterà la furia omicida di Lester che a sangue freddo la ucciderà con un bastone e poi dovrà anche tagliarle i piedi perchè il cadavere non entra nel bagagliaio della macchina. Risate a non finire. Il finale per molti è proprio qualcosa di ridicolo, ma per me è poesia trash!

Scritto da Giuseppe Rocca

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