L’ ODIO ESPLODE A DALLAS

Trama: Adam Cramer (William Shatner) è un giovane uomo di bella presenza, membro di una associazione politica di Washington D.C. con chiare tendenze destrorse e razziste. Al fine di ottenere un avanzamento del proprio status politico cerca di fare carriera dove la xenofobia è di casa, ovvero gli stati del sud. La situazione, tuttavia, comincerà a sfuggirgli di mano…

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Titolo originale: The Intruder
Lingua: SUB
Anno: 1962
Paese: U.S.A.
Regia: Roger Corman

VOTO: 8 / 10

Recensione:
Questo film è forse la pellicola più particolare di tutta la filmografia di Roger Corman. In questo film Corman aveva creduto molto perchè finalmente dopo anni di puro cinema entertainment aveva messo in piedi un sistema di produzione e distribuzione tale da garantirgli un minimo di tranquillità sulla gestione dei suoi prodotti (cioè sul ritorno economico) e così si sentì di poter cominciare a spingere di più sul tasto “film con un messaggio sociale”. Le sue produzioni in quel periodo andavano comunque su due binari sicuri, la fantascienza (con La Creatura del Mare FantasmaL’ultima Donna Sulla Terra alle spalle) e la sua famosa saga di Poe in pura cavalcata (titoli andati bene come Il Pozzo e il Pendolo e Sepolto Vivo alle spalle e I Maghi Del Terrore e I Racconti del Terrore in cantiere) quindi anche questo deve aver influito sul suo senso di tranquillità nel girare una pellicola del genere che rischiava fortemente di essere considerata “di sinistra” e quindi sacrilega per i più. Mi ricordo anche di aver letto che le riprese ebbero molti problemi e finire il film divenne una vera odissea tanto che l’ intera troupe subiva minacce di morte e lo sceriffo della zona stava sempre alle costole di Corman fino all’ espulsione ufficiale dal paese (che non rispettò). Ricordo di aver letto anche che si dovette pure portare degli attori di secondo rilievo dietro a causa dell’ ostilità dimostrata dagli abitanti del luogo. Questo certamente fece lievitare i costi e fu anche per questo che il film poi fu un fiasco. L’ unico film di Corman a rimetterci economicamente. Corman era veramente un fissato del guadagno (e nei casi più neri del pareggio), non amava stare sulle scartoffie ma amava organizzare le cose in modo che tutto fosse congeniale ad un fine, non per niente veniva fuori da una scuola di architettura come suo padre. Scusate ma mi sono fatto prendere la mano, andiamo sul film. L’ Odio Esplode a Dallas (come avrete capito la pellicola non è ambientata a Dallas) è un film sul razzismo. E’ un film intelligente per il modo con cui comunica direttamente con il popolino teorizzando che le masse ignoranti vengono manipolate dai politici per il loro tornaconto personale. L’ intelligenza sta nel trasportare tutto il concetto nel piccolo. Anzichè avere dei politici mister x che si muovono tra le sedie del parlamento a migliaia di km di distanza, abbiamo un bellimbusto di aspetto gradevole ed acculturato che abbindola la plebe esattamente come un politico nella stanza dei bottoni (usando in quel caso i media). Scelta tipicamente liberale (come era Corman) è dare grande importanza alla stampa, infatti il primo bianco che si ribella al razzismo e all’ ingoranza è proprio un gioralista. A dire la verità l’ interpretazione del protagonista William Shatner mi è parsa un po’ di plastica e non all’ altezza di un ruolo così importante. Altro neo che devo tirare fuori è l’ evidente frettolosità con cui sono state fatte le riprese, inquadrature poco studiate fanno risultare un film di un certo spessore un tantino troppo tirato via rispetto alla cura che avrebbe meritato. Ma conosciamo già il background delle riprese. Posso dire in appendice che questo film fu poi riproposto in seguito con altri nomi per evitare i danni del passaparola negativo (immaginatevi anche la propaganda di destra quanto ci deve aver dato giù), ma il più bello di tutti rimane sempre e comunque il primo: The Intruder. L’ intruso che si insinua nella comunità che farebbe bene invece a crescere e confrontarsi autonomamente, senza bisogno di intrusi che la manipolano. Come dire, non sono i negri gli intrusi, ma questa gentaglia qua.

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