IL SONNO NERO DEL DOTTOR SATANA

Trama: Sir Joel Cadmund (Basil Rathbone) è un esperto chirurgo specializzato nel funzionamento del cervello, egli ha un chiodo fisso: risvegliare dal coma profondo sua moglie Nancy (Sally Yarnell). In funzione di ciò organizza un sordido e complesso piano criminale che si compone di una fase in cui il dottore sperimenta le sue scoperte scientifiche sequestrando individui reietti dalla società (tramite l’ infido zingaro Udo interpretato da Akim Tamiroff).

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Titolo originale: The Black Sleep
Lingua:
Anno: 1956
Paese: U.S.A.
Regia: Reginald Le Borg

VOTO: 8 / 10
VOTO TRASH: 7 / 10

Recensione:
Per chi conosce a fondo il cinema horror americano degli anni ’30 e primi ’40 questo film può apparire come un tiributo o una specie di tentativo di “revival” dato che negli anni ’50 l’ horror al cinema non faceva più paura come una volta e i giovani erano pronti per venire inondati da insettoni giganti e minacce atomiche. Possiamo notare in questa pellicola la presenza di ex celebrità dell’ orrore ormai in disgrazia o solamente a fine carriera come John Carradine, Thor Johnson (reduce dalle pellicole di Ed Wood), Bela Lugosi (qui al suo ultimo film, distrutto dalla morfina e neanche capace più di ricordarsi le battute, infatti interpreta un personaggio muto) e Lon Chaney Jr. (già completamente alcolizzato). Ritroviamo tutti gli amati stilemi dell’ immaginario che ha battezzato la Universal Pictures, con passaggi segreti e mad doctors che vogliono risvegliare la propria amata (visto un’ infinità di volte), freaks di ogni genere, esplorazioni in buie segrete e soluzioni misteriose spiegate furbescamente tramite lo stratagemma dell’ oriente misterioso ed affascinante. Ho apprezzato molto questo film estremamente low budget  girato tutto in interni e “fatto” di dialoghi e interpretazioni di attori convincenti (il mio preferito in questo film è stato senza dubbio Akim Tamiroff). L’ unica cosa che zoppica è un po’ la sceneggiatura ma non è proprio questo un film da intellettuali , chiunque apprezzerà fortemente Il fascino vintage del bianco e nero e la presenza di trucchi artigianali sostituiti oggi tristemente dalla computer grafica.

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