I SELVAGGI

Trama: Blues (Peter Fonda) è il capo di una banda di Hell’s Angels californiani. Un giorno un membro del gruppo ruba una moto della polizia e corre via, finendo in ospedale sotto stretta sorveglianza. I suoi compagni elaborano un piano per farlo evadere.

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Titolo originale: The Wild Angels
Lingua:
Anno: 1966
Paese: U.S.A.
RegiaRoger Corman

VOTO: 6 / 10
VOTO TRASH: 6 / 10

Recensione:
Come ho più volte sostenuto il lato creativo di Roger Corman è sempre stato subalterno al suo innato senso degli affari, che lo portava spesso a produrre (e a volte dirigere) versioni low budget di successi hollywoodiani, come del resto si faceva spudoratamente in Italia durante gli anni ’70 e ’80. Questa volta ci troviamo a che fare invece con una specie di kickstarter del genere, un film che ai tempi fu così forte che generò vari cloni e senza alcun dubbio ispirò il successo mondiale Easy Riders. La verità si nasconde invece nel titolo, giacchè  I Selvaggi è il plurale di Il Selvaggio, film del 1953 che narra di scorribande giovanili motorizzate. A conferma di ciò una similitudine incredibile la troviamo nei due titoli originali, quello del ’53 si chiama The Wild Ones, e quello del ’66 qui recensito si chiama The Wild Angels, più di così? Capito ora da dove trae le radici questa pellicola, andiamo nel vivo della recensione. Corman qui è in veste di produttore e regista, sceglie a mani basse gli scrittori Peter Bogdanovich e Charles B. Griffith, aveva infatti già avuto modo di lavorare con loro in maniera estremamente proficua (Griffith era famoso per scrivere sceneggiature in tempi record). Non mi sento proprio di parlare della storia perchè la trovo molto banale e anche la recitazione spesso lascia il tempo che trova, oltre al fatto che per i miei gusti questo film è rugiada di montagna che si mescola ad acqua di rose (molto più sadico invece Satan’s Sadists, il fratello cattivo di questo film). Certamente quello che si voleva rappresentare in questa pellicola è l’ estremo disagio della generazione post Vietnam, la generazione della guerra persa, della guerra inutile, figli del boom economico che ha portato il nichilismo nelle casette monofamiglia americane. Il problema è che il zero budget di questo film NON permette affatto di rappresentare propriamente tutto questo perchè il film è visibilmente, esageratamente tirato via. Preferisco parlarvi del fatto che Corman e la sua troupe assunsero per il film dei veri Hell’s Angels i quali gli chiesero un’ ammontare di soldi giornaliero che cambiava di giorno in giorno (in crescere naturalmente), una volta perchè volevano soldi per far comparire le moto nel film, una volta per far comparire le loro donne… e via discorrendo di scusa in scusa (una volta che il film uscì gli Hell’s Angels chiesero al regista un’ ingente somma di denaro per risarcirli dato che la pellicola aveva “leso la loro immagine” hahah). Corman si presentava sempre con casse di birra ed erba per tutti, così per rendersi simpatico, ma il più delle volte i simpatici teppisti si prendevano i soldi e la droga e di 50 ne rimanevano una decina, per questo alla fine si vedono relativamente pochi bikers in questo film (anche perchè alcuni poi venivano arrestati durante la lavorazione del film), Corman ha dovuto lavorare di montaggio e inquadrature, immaginatevi la fatica. Altra curiosità, la versione italiana del film, oltre a piccoli tagli qua e là, censura totalmente l’ ultima parte dove i bikers fanno festa nella chiesa e giocano con il morto, drogano la vedova e mettono il prete nella bara, un vero peccato perchè quella rappresenta la summa di tutto il film, ed è a mio avviso parte integrante del discorso di Fonda, un po’ come il finale di W – Il Mostro di Dussendorf, ma c’è molta più morale spiccia della serie “non siamo nè buoni, nè cattivi, siamo solo dei disgraziati che vogliono vivere come gli pare” , forse ispirato a qualche discorso da bar sentito direttamente da qualche biker sbronzo.

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