ALIEN PREDATORS

Trama: Tre ragazzi americani fanno un viaggio a Duarte con l’intenzione di spassarsela, ma anche dei microorganismi extraterrestri sono arrivati nell’antica città spagnola e provocano l’orribile morte dei terrestri nei cui corpi riescono a penetrare.

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Titolo originale: Alien Predators
Lingua
Anno: 1985
Paese: U.S.A.
Regia: Deran Sarafian

VOTO: 6 / 10
VOTO TRASH: 10 / 10

Recensione:
Opera prima del regista statunitense Deran Sarafian (nome già noto per gli appassionati di b-movies più accaniti),  Alien Predators fa parte di quell’ infinita schiera di pellicole prodotte dopo il grande successo del film Alien che tutti conosciamo. Non abbiamo una truppa interstellare che si trova nei guai dopo aver risposto ad una sconosciuta richiesta di aiuto, ma abbiamo un alieno che, congiungendosi con altre forme di vita, crea un coso dentato ammazzauomini la cui genesi parte dall’ interno del corpo dell’ ospite ed esplode poi all’ esterno, una volta che il mostriciattolo è pronto. Ma qual’è il paradosso di questo film? Essere un bizzarro ponte tra Alien 2 Sulla Terra e Prometheus. No, non sono pazzo. Abbiamo infatti un alieno che sbarca sulla terra come l’ italianissimo film di Ciro Ippolito, inoltre questo essere non è un face-hugger che deposita un uovo nel corpo ospitante, è bensì un microbo che si insinua nell’ organismo e muta al suo interno! Proprio come spiegato in Premetheus! E pensare che tutto ciò è stato pensato completamente a caso in una sarabanda di trovate inconsistenti tra l’ horror, la fantascienza e il thriller. Alien Predators è infatti una di quelle pellicole anni ‘ 80 prodotte a basso costo strutturate anarchicamente attorno ad un’ unico concetto base (imitare Alien), a cui viene aggiunto qualche effetto speciale qua e là, al fine di formare un’ accozzaglia di sequenze totalmente disordinate, senza alcun rispetto di quello che si definisce “filo logico” o “continuum” (totalmente fuori di testa a livello di consistenza della sceneggiatura, l’ ancora più inconsitente tresca tra i tre ragazzi protagonisti). In questo film, infatti, abbiamo un’ incipit dove 3 americani in vacanza, a causa di un’ incidente devono trovare un centro abitato. Poi un buon 80% del film si svolge in maniera inconcludente in questo paesino semi disabitato. E poi alla fine, ma proprio alla fine, la pellicola si conclude in stile action-hero. Altra caratteristica che accomuna questo film ad altri sub-prodotti horror anni ‘ 80 è la presenza continua di battutine stupide che almeno adempiono alla loro funzione di distrarre lo spettatore dal chiedersi “cosa c@*ço stanno facendo questi 3 anzichè scappare più lontano possibile da lì”. Gli amanti dello splatter non saranno delusi anche se le scene più cruente durano dei millisecondi. Ci sarebbe molto altro da dire ma vi lascio scopire da soli gli orrori di questo b-movie che merita almeno una visione. Come? No, non c’ entra niente Predator.

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