HIGHLANDER 3 – DIMENSIONE FINALE

Trama: Lo scozzese immortale Connor McLeod, nel 1995, ha finalmente una famiglia e si sta integrando con successo nella vita moderna, in mezzo ai mortali. Ma la tranquillità viene distrutta da un nuovo, terribile nemico: Kane, un mago dalla pelle nera, sanguinario e assetato di potere, riportato in vita involontariamente da un’equipe di scienziati. McLeod deve ora tornare agli antichi luoghi che l’hanno visto nascere, per ricostruire la spada che si era spezzata e per prepararsi allo scontro. .

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Titolo originale: Highlander III: The Sorcerer
Lingua:
Anno: 1994
Paese: U.S.A.
Regia: Andrew Morahan

VOTO: 6 / 10
VOTO TRASH: 7 / 10

Recensione:
Prima di procedere vi invito a cliccare sul nome del regista Andrew Morahan per rendervi conto di chi ha girato questo film. Continuo la premessa dicendovi che la pellicola in esame è da considerarsi un sequel del primo capitolo, Highlander – L’ Ultimo Immortale. Ma come? Non c’ era già un sequel ambientato nel futuro dove la terra era coperta da una cappa anti-radiazioni solari? Si, ma a quanto pare quel film non è piaciuto a nessuno, nè a Christopher Lambert, nè al regista che lo ha firmato, nè alla critica, nè al pubblico. A quanto pare è piaciuto solo a me. Boh. Fatto stà che durante gli anni Highlander è diventato un vero e proprio franchise generando almeno 4 sequel, una serie TV, una serie a cartoni animati e dei romanzi. Tutto questo franchise sembra ignorare completamente il povero Highlander II: Il Ritorno. Strano ma vero. Quindi questo Highlander 3 è in realtà il vero 2. In questo film gli immortali NON sono degli alieni (come spiegato in Highlander II: Il Ritorno) e  la sinossi japan-friendly è chiaramente un modo per cavalcare la fascinazione che l’ America ha avuto per l’ oriente durante tutti gli anni ’80 e gran parte dei ’90, generando orribili ma bellissime pellicole come American Ninja e Karate Kid per citare un paio delle più famose. Ma passiamo al film in sè: se facessimo finta che Highlander – L’ Ultimo Immortale (cioè il primo capitolo) fosse stato girato con meno soldi, senza la colonna sonora dei Queen, senza Sean Connery e senza Clancy Brown, allora il film recensito in questo articolo risulterebbe un bel film per famiglie con un buon senso del ritmo e dei personaggi abbozzati ma efficaci, che regge sicuramente il confronto con il suo predecessore. Se invece vogliamo tenere in considerazione che invece stiamo parlando di un seguito del capolavoro dell’ ’86, beh allora non c’è storia. Tanto vale riguardarsi quello. Voglio dire, perchè dobbiamo sorbirci una fotocopia fatta peggio dell’ originale? E perchè tutta questa manfrina sulle spade, sulla fabbricazione delle spade, sullo spirito della spada se poi la spada la usano si e no un paio di volte e anche male (tra l’ altro a ritmo di nu metal!?!?) ? Domande che non troveranno mai risposta (e che nessuno si è mai posto in realtà). Di buono c’è che alcuni aspetti del film precedente sono stati conservati, come le simpatiche gag del cattivone (che non potrà mai e poi mai rivaleggiare con il mitico Kurgan), i bellissimi fondali naturali scozzesi ripresi con l’ elicottero, o i flashback ambientati durante il 1’700, tutti elementi cari ai fan dell’ originale e che funzionano perchè appunto già testati sul pubblico. Vidi questo film al cinema quando ero bambino e anche allora non mi aveva lasciò un granchè contento, pareva un po’ una cazzata.

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