TAETER CITY

Titolo originale: Taeter City
Anno: 2012
Paese: Italia
Regia: Giulio De Santis

VOTO: 8 / 10
VOTO TRASH: 9 / 10

Trama:
In un mondo futuristico il crimine è stato annullato dall’ autorità grazie al Zeed System, un sistema di onde elettromagnetiche diffuse da appositi ripetitori che induce i potenziali criminali a scatenare la loro furia repressa e a suicidarsi sul momento. Squadre di agenti motociclisti finiscono le vittime oppure recuperano i cadaveri per portarli ai centri di macellazione, dove la carne dei criminali verrà trasformata in hamburger, più precisamente in teater burgers. Le onde elettromagnetiche hanno però un effetto inaspettato su di un soggetto particolare, Trevor Covalsky (interpretato dal regista Giulio De Santi), che ottiene il potere di trasformare in mutanti, se colpiti dalle onde emesse dal suo grido. La squadra speciale scelta è capitanata da Razor (Monica Muñoz) una spietata esecutrice che uccide le sue vittime con i suoi guanti taglienti. Una volta decifrato il nascondiglio di Covalsky la caccia ha inizio con conseguente carneficina.

Recensione:
Ci troviamo davanti ad un prodotto amatoriale di assoluta dignità, un progetto che non è difficile immaginare, è stato mandato avanti con grinta e passione da vendere dal regista Giulio De Santi e dalla casa di produzione indipendente Necrostorm. Non è certo facile creare un mondo futuristico senza soldi, e in Italia si sà il cinema è da anni vessato da una moria di creatività, energie e possibilità di sbocchi. Nonostante ciò gli autori di questo film si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di risolvere il problema del budget tramite un paio di stratagemmi che mi appresto a descrivere. La cgi (computer grafica) è la prima di queste soluzioni. Attenzione però perchè qui parliamo di cgi fatta evidentemente da nativi digitali e non da navigate maestranze dei tempi che furono che la utilizzano in modo sconsiderato come il nostro Al Passeri con Mummy Theme Park o Volo per L’ Inferno ottenendo risultati assolutamente ridicoli. In questo film infatti la cgi non è solamente un mezzo per creare effetti speciali, ma è utilizzata fino all’ eccesso per creare una dimensione a sè (una dimensione alla Atto di Forza come immaginario). Assieme alla cgi vediamo un massiccio uso di color correction (la tecnologia per filtrare tutta l’ immagine attraverso gamme cromatiche) che io personalmente detesto e trovo nauseante usata in questo modo totale, ma capisco anche qui la scelta di filtrare tutto con forti contrasti di luce e ombra per compensare la scarsezza di attrezzature adeguate per la ripresa. Ultima caratteristica e forse la più importante delle tre perchè infusice anche sulla sceneggiatura, è la scelta di invadere il film di inquadrature iper ravvicinate (spesso solamente sul dettaglio) per ovviare al problema delle location eventualmente poco credibili. Questa se vogliamo può essere una critica tecnica ora vi voglio parlare del contenuto. Questo film è alienante. Siamo alienati dagli attori che indossano quasi tutti delle maschere, siamo alienati dai personaggi perchè la maggior parte delle persone che vediamo restano in vita per non più di una decina di secondi e non abbiamo il tempo di stabilire un qualche coinvolgimento con loro, parlo anche dei due protagonisti, una prosperosa Monica Muñoz che interpreta Razor (un incrocio tra Rogue degli X-Men e Mad Max) e Giulio De Santi che in questo film sembra l’ erede naturale di Michael Berryman. Questi due protagonisti però risultano troppo cartoonistici perchè lo spettatore vi si possa identificare, rimane unicamente da mettersi l’animo in pace e godersi questo banchetto di sangue e gore dato che uno spettacolo del genere non si vedeva più dai tempi di Andreas Schnaas. Il soggetto è una versione cannibalica di Tokyo Gore Police, vediamo infatti continui riferimenti al Giappone serviti in pillole durante lo svolgimento della trama e i caratteristici “spot promozionali” che rimandano al film di Nishimura.  L’ impegno è tanto e questi ragazzi si meritano tutto il sostengo possibile, e tutti i difetti del film sono perdonabili, se vogliamo l’unica cosa che sta veramente sul cazzo è il doppiato inglese che sembra preso direttamente da Call of Duty o Resident Evil, l’ antitesi di tutto quello che è filmico. Il seguito di questa pellicola doveva uscire nel 2015, aspettiamo fiduciosi…

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