TRIADE CHIAMA CANALE 6

Trama: Sean Kane (Chuck Norris) è un’ agente di polizia il cui compagno viene ucciso in servizio da un’ organizzazione criminale. Dimesso dalla polizia, Kane inizia ad indagare privatamente con l’ aiuto della fidanzata dell’ ex collega, Linda Chen (Rosalind Chao) che fa la giornalista a Canale 6.

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Titolo originale: An Eye For An Eye
Lingua: 
Anno: 1981
Paese: U.S.A.
Regia: Steve Carver

VOTO: 6 / 10
VOTO TRASH: 6 / 10

Recensione:
Triade Chiama Canale 6 rappresenta il quarto gradino della relativamente breve scalata al successo di Chuck Norris. E’ il quarto action che vede il nostro Texas Ranger come protagonista assoluto, un Chuck irriconoscibile ai più, tutto sbarbato con tanto di capelli angelici alla chierichetto della parrocchia. Vi dico subito che questo film non è proprio un filmone, voglio dire le cose da salvare sono poche come a tratti l’ atmosfera metropolitana da sbirro maledetto e i pochi istanti dove ci possiamo godere un Christopher Lee ancora in piena forma. E poi Steve Carver non è proprio un cagnacco diciamo e in qualche modo riesce a rendere il film scorrevole. Escudendo questo Triade Chiama Canale 6 è un film da ebeti. Un film estremamente didascalico, uno di quelli che ti spiegano tutto ma veramente tutto come se lo spettatore fosse un mangia hamburger cronico con gli occhi incrociati e la bavetta alla bocca. Una su tutte è quando Chuck sta guidando tranquillo diretto verso il suo obbiettivo e una pattuglia della polizia comincia ad inseguirlo, Chuck accellera e un sovra-doppiaggio postumo ci spiega che “non ho tempo per queste cose, devo portare avanti la mia missione”. Finto e brutto. E vogliamo parlare di quando Chuck spiega ad un cinese cosa sia la triade? Un americano deve spiegare ad un cinese cosa sia la triade? Ci sono poi svariate scene molto brutte e sbagliate di questo tipo ma come al solito voglio che siate voi a divertirvi a scoprirle. La cosa in assoluto che mi ha fatto pensare che questo film sia fatto per un target di ebeti sono gli enormi preconcetti che esprime la sceneggiatura. Primo in assoluto le donne in questo film sono tutte vittime che non ce la possono fare. Mi spiego, apparte le prostitute ci sono altre due donne che possiamo chiamare “protagoniste”, tutte e due si mettono ad indagare di testa loro e finiscono nei guai, invece di aspettare Chuck che ci avrebbe messo di più (perchè ogni tanto è assente per salvare il mondo a colpi di calci volanti a girare) ma sarebbe arrivato ugualmente ai loro risultati. Questo è un sub-contenuto del film che è innegabile poichè Chuck è il maschio alpha ovvero colui che con la paga di un agente ha una macchina da corsa, ha una barca, ha un cane ed ha una grande casa dotata delle ultime tecnologie in fatto di sicurezza che però ha costruito lui a detta sua. Vabbè! Da queste cose poi sono nati i famosi e spassosi “facts” sul suo personaggio. Oltre a questo abbiamo anche dei chiari stereotipi razzisti ovvero il cinese che è bravo con il kung fu ma deve sempre rompere le palle sulla meditazione e sul fatto che Chuck è rozzo, inoltre parla un semi-perfetto americano ed è stato chiuso in casa per mesi. Ma chi è sto qua? Una spalla comica messa li per bilanciare il carattere taciturno del protagonista caucasico, che però non rinuncia alla sua cinica ironia di default. Un Rush Hour ante-litteram insomma. Detto questo è chiaro che se uno ha bisogno di spegnere il cervello e svagarsi con delle boiate da Rete 4 questo film è proprio quello che ci vuole. Concludo spendendo due parole sull’ estremamente curioso titolo italiano. Un titolo il cui senso si capisce solamente alla fine del film. Che senso ha? Meno criptico ma più ebete il titolo Eye For An Eye, e qui si chiude il cerchio.

Si ringrazia Nicola B. per il suo prezioso contributo.

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