TRANSFORMER… E LA BESTIA SORGERA’ DAGLI ABISSI

Trama: Wolfgang Shadduck, detto “Wolf” (Rex Smith), è un navigatore dell’ interspazio indipendente che guida una navicella spaziale cargo. Proprio il giorno del suo compleanno gli appare in sogno una bellissima donna (Pamela Prati) che in realtà è un alieno dalle fattezze aberranti il quale gli trasmette un virus sconosciuto durante una sana scopata. Un guasto alla navicella fa precipitare Wolf in un pianeta / colonia penale.

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Titolo originale: Transformations
Lingua:
Anno:
1988
Paese:
U.S.A.
Regia: 
Jay Kamen

VOTO: 3 / 10
VOTO TRASH:
9 / 10

Recensione:
Ora, questo Transformations è un film leggendario che viene sempre, e dico sempre, citato nei vari libri / siti / riviste che trattano di b-movies, pare sia l’ apice del trash e che sia uno di quei sottoprodotti cinematografici che mai e poi mai un amante del cinema bis dovrebbe perdersi. A questo punto dopo averlo visto mi chiedo, perchè? Voglio dire, non mi ha fatto alzare neanche un sopracciglio, ma non perchè è noioso, ma perchè è semplicemente un film insulso. Se vogliamo proprio essere concilianti, si è vero, è permeato da un alone trash dato che la storia è abbastanza insensata e i buchi di sceneggiatura sono vergognosi, ma la cosa più assurda è la regia, talmente placida e timida che sembra che il film l’ abbia girato l’ addetto alla fonica. Ma aspettate! E’ proprio così! Jay Kamen è stato fonico di un sacco di film famosi (come Indipendence Day o Caccia a Ottobre Rosso) ma un bel giorno ha deciso di girare Transformations e per qualche scherzo del destino ci sono finite di mezzo Pamela Prati e Loredana Romito (ambedue lavoreranno di nuovo assieme a quella vaccata di Riflessi di Luce). Nonostante lo si dipinga come un horror o un film erotico (ho letto anche che viene definito “HORROR PORNO” la gente vede porno dappertutto…) questo film vuole essere un action a sfondo fantascientifico (che poi action non è, guardare per capire), con il soggetto giusto giusto un tantino rubacchiato ad Alien 3… ma un tantino eh. Sarà tanto inutile questo mio collegare concettualmente i vari film ma la scena della “discoteca spaziale con le puttanone” si era già vista ne La Bestia Nello Spazio di ben 8 anni prima a firma di Alfonso Brescia.. Alla fine del film sono rimasto semplicemente perplesso, soprattutto per il mega titolone nella cover italiana della vhs che recita: “PAMELA PRATI IN”  quando la diva del Bagaglino fa poi una micro parte muta. E meno male!

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