THE VINDICATOR

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Titolo originale: The Vindicator
Anno: 1986 I Paese: U.S.A.
Regia: Jean-Claude Lord
Attori:  David McIlwraithTeri AustinRichard Cox
 

Carl Lehman (David McIlwraith) è un ricercatore dell’ istituto privato amministrato da Alex Whyte (Richard Cox), il quale gli nasconde di avere ideato e realizzato il “Progetto Frankenstein”. Whyte ha scoperto come indurre impulsi nervosi ai corpi morti tramite l’ uso di un computer. Il socio, Lehman, rimane ucciso  e viene trasformati così in un cyborg che però ha l’ ordine imperativo di uccidere.

Un film che dai titoli di testa parte con una musica alla Terminator, ma che vira drasticamente verso Robocop. Ma attenzione, Robocop è stato fatto ben 2 anni dopo The Vindicator, e a giudicare dal look di Carl Lehman qui ci sono tutte le basi per gridare al plagio contro Hollywood! Per noi italiani che siamo poco insider di quello che succede negli states questo film ci appare come un calderone in cui sono stati mescolati Robocop, Alien e Terminator. Tuttavia credetemi quando vi dico che questo film ha una vita propria, è qualcosa che si auto-determina nella sua struttura, qualcosa che paga tributo unicamente ai classici Universal con Boris Karloff e Lugosi,se proprio vogliamo trovare qualche citazione. Citazioni abbastanza esplicita se consideriamo che durante la pellicola in un momento chiave vengono proprio nominati la creatura di Frankenstein e il servo Ygor. E cosa è se non un moderno Frankenstein questo cyborg anni ottantissima che deambula senza meta apparente in cerca di una sua identità su questa terra, in cerca dell’ amore e di un riscatto? E poi andiamo, c’ è anche la scena con il bambino, più chiaro di così? Per quanto riguarda la messinscena questo film fa la sua porca figura, il clima fantascientifico si respira tutto e l’ azione è ben calibrata per non far scadere la pellicola in un action muscolare. Tutte le interpretazioni sono convincenti e ci rammarichiamo unicamente che Pam Grier non abbia avuto un ruolo più importante, ma del resto gli anni ’70 erano finiti e il suo picco massimo di popolarità lo aveva già superato da un pezzo. Buon film, niente di nuovo ma ben fatto e divertente nella sua dimensione di b-movie.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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