LEGITTIMA VENDETTA

Trama: Barbara (Gala Orlova): un’ attrice stressata e ninfomane. Paolo (Antonio Zequila): il suo fidanzato trafficone e geloso. Rita (Monica Seller): la padrona della casa dove la coppietta si rifugia per qualche giorno. Rita è una psicopatica lesbica che vive in un mondo di bambole e che si innamora della procace Barbara. Paolo e Rita sono due truffatori. Il terzetto darà vita ad una tresca malata.

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Titolo originale: Legittima Vendetta
Lingua:
Anno: 1994
Paese: Italia
Regia:  Bruno Mattei (accreditato come Vincent Dawn)

VOTO: 3 / 10
VOTO TRASH: 10 / 10

Recensione:
La storia è nota per gli appassionati malati come il sottoscritto: il produttore partenopeo Ninì Grassia commissionò la regia di due film ad un Bruno Mattei  che aveva parecchio bisogno di lavorare (i due film diventarono sei alla fine). Lo scopo principale era produrre thriller erotici a basso budget per il mercato estero tentando di cavalcare l’ onda del successo di Basic Instinct da poco uscito nelle sale (stiamo parlando del 1994), e si da il caso che Mattei aveva battuto già un terreno simile con Attrazione Perversa e Gli Occhi Dentro. E’ chiaro come il sole che il maestro dell’ exploitation a tutti i costi era totalmente disinnamorato già in partenza da questi lavori tant’ è che pare non si preoccupò neanche di vedere il montato finale perchè tanto Grassia lo aveva pagato a quel punto. Certo, diede una mano con la sceneggiatura (per cui è accreditato col suo vero nome), ma del resto guardando il film si può facilmente dedurre che non fece troppa fatica nè ebbe una gran voglia nel girare. Una sceneggiatura con delle incoerenze da vergognarsi e dei passaggi totalmente ingiustificati. E poi questa vendetta? Legittima? Non si capisce una mazza. La recitazione di entrambe le protagoniste femminili è folle, Seller fa smorfie da psicopatica come le farebbe una bambina di 6 anni se le chiesessero “Fai la faccia da matta?” e la Orlova, (di aspetto paurosamente assomigliante a Mara Venier, ci regala delle scene di overacting allucinanti. La figura di Antonio Zequila è fantastica e mitologica perchè nelle diciture delle varie promo sembra che sia il protagonista ma come al solito l’hanno messo a fare il bamboccio seminudo che ci da di ramazza a tutto spiano. Difatti quello che fa in questo film è dare della troia alla moglie attraverso tutte e dico tutte le inflessioni possibili e immaginabili. Una lode particolare e 92 minuti di applausi alle scene erotiche che troneggiano in questo film fino alla nausea, mostrando allo spettatore un tutorial per come fare sesso per finta durante una crisi epilettica. Assurdamente ignote le cause che spingono Mattei e Grassia  a non inserire scene lesbo data la ghiottissima e direi naturale occasione che offrono le due protagoniste che di fatto hanno un rapporto amoroso. Preferiscono farci vedere le chiappe di Zequila! Grazie mille! Questo film come dicevo non è facile da trovare ma è un must have per gli amanti del trash.

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