ZOZZA MARY, PAZZO GARY

Trama: Un giovane corridore automobilistico, troppo povero per poter acquistare una buona vettura, d’accordo col suo meccanico organizza, per procurarsi il denaro, un sequestro di persona. L’impresa riesce. I due, inseguiti dalla polizia, si gettano in un’ insolita fuga con a bordo una clandestina.

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Titolo originale: Dirty Mary Crazy Larry
Lingua:
Anno: 1974
Paese: U.S.A.
Regia: John Hough

VOTO: 7 / 10
VOTO TRASH: 7 / 10

Recensione:
Zozza Mary, Pazzo Gary è uno di quei film che Tarantino aveva costantemente in testa mentre girava Grindhouse: A Prova di Morte. Ma non è questo il motivo per cui mi sono avvicinato a questa pellicola, l’ aver visto di fesco un bel film come Cannonaball (sulle gare automobilistiche) e il mio apprezzamento verso l’ attore Peter Fonda e la mia adorazione verso Susan George, sono stati elementi più che sufficenti per schiacciare sul famoso tasto Play. Partiamo subito col fare chiarezza sul titolo italiano che ha almeno due cose sbagliatissime. Si è voluto, infatti, mantenere una rima nel titolo (come nell’ originale Dirty Mary Crazy Larry) e questo è sicuramente apprezzabile, tuttavia il pilota si chiama Larry (pronunciato dagli attori “Làry”) e non Gary e soprattutto non fatevi ingannare dal termine “zozza” perchè la nostra Mary non è una ninfomane nè una pornodiva. Questo “zozza” poteva quantomeno essere sostituito con il meno ammiccante “rozza”. Ma la “zozza” impenna gli indici di gradimento, si sà! Il personaggio di Mary è rozzo nei modi di fare, rozzo nel linguaggio e nel modo di vestire (in una delle scene iniziali gira addirittura scalza in città) una vera redneck del sud. A dire la verità non è solo Mary ad essere dirty (sporco, rozzo), tutto il film è meravigliosamente dirty: lo straordinario numero di oscenità e volgarità lessicali comuni alla parlata del sud degli States, sono un elemento fondante del film e anche uno dei più divertenti, poichè pur essendo un road movie, gli scontri d’ auto e i cappottamenti si concentrano unicamente nel segmento finale. Non fraintendetemi, non sto dicendo che questo film sia noioso, anzi, è un film spassosissimo e se vi piace l’ atmosfera degli Stati Uniti del sud e delle corse su lunghe strade statali. Vi avverto tuttavia, che le innumerevoli turpitudini verbali e i deliziosi epiteti sgrammaticati non arriveranno alle vostre italiche orecchie se il film ve lo guardate in italiano (nota: i sottotitoli sono trovabilissimi su internet presso i soliti siti). La sceneggiatura non è in sè un’ opera shakespeariana chiaramente, tuttavia il rapporto psicologico che unisce il trio di protagonisti on the road è qualcosa di fresco, stuzzicante e coinvolgente. In riferimento a ciò segnalo dei deliziosi dialoghi intenzionalmente infantili e apparentemente stupidi in realtà scritti bene con intelligenza e gusto che appaiono verso la metà della pellicola. Spettacolare Vic Morrow e la sua interpretazione del capitano Franklin, a volte risulta addirittura più carismatico dei tre protagonisti, cinico e duro come pochi personaggi mai visti su schermo. Un mio pensiero personale facendo un attimo di brainstorming è che il regista John Hough abbia attinto a piene mani da altri film di questo genere soprattutto da Punto Zero e da pellicolle come Lo Spaccone con Paul Newman (che viene anche citato proprio da Larry) e Il Contrabbandiere, pellicole seminali datate più di un decennio prima. Questo lo dico perchè Hough è un regista che nella sua vita ha girato più che altro horror di bassissima lega e sorprende di come abbia girato bene questo hot rod movie. Consigliato!

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