VENDETTA AD HONG KONG

Trama: Josh Randall (Chuck Norris) è un ex ufficiale dell’ esercito che lavora al casinò “Lucky Dragon”. Il casinò è nei guai per colpa della mafia locale. Randall è particolarmente legato al vecchio proprietario del locale e decide di aiutarlo… a calci in faccia a ruotare.

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Titolo originale: Forced Vengeance
Lingua:
Anno: 1982
Paese: U.S.A.
Regia: James Fargo

VOTO:
 6 / 10
VOTO TRASH: 9 / 10

Noto anche come Hong Kong – Un posto per morire

Recensione:
La visione di questa pellicola è obbligata dal semplice fatto che in questo film Chuck Norris da solo sgomina una potente organizzazione criminale di Hong Kong usando unicamente calci a girare e pugni (eccetto un paio di volte quando è costretto a sparare). Un tizio completamente a caso, tale Franklin Thompson si è impegnato non poco a scrivere una delle sceneggiatura più banali e scontate mai scritte e quando qualcuno si è accorto della bruttezza della sua opera, non solo gli avrà detto di non farsi rivedere mai più (questo spiegherebbe perchè poi non si sia più visto) ma probabilmente si sarà preso la briga di sdrammatizzare il film inserendo dei dialoghi logorroici (i classici “spiegoni”) e delle battutine inutili messe in bocca a Norris in post produzione. Come è possibile mettere in bocca battute in post produzione senza avere l’attore che muove la bocca? Semplice, le metti quando l’ attore non è in scena, o quando l’ inquadratura è su qualcun’ altro. “Ma fa schifo!” direbbe un sano di mente, “Si!” risponderei io. La volgarità della sceneggiatura raggiunge il suo apice quando in uno scorrevolissimo film da prima serata di Rete 4 creato unicamente per sfruttare la location esotica di Hong Kong (che si fotografa da sola, bellissima devo dire), abbiamo fior fior di stupri (iper censurati) e gente che appare nel film solo per morire poi pochi minuti dopo così da pateticizzare ulteriormente il film. La trovata del cappello da cowboy è l’ unica genialata del film che per un effetto inspiegabile riesce a smorzare l’ ilarità suscitata dai baffetti di Norris, ancora imberbe e biondino in questa sua pellicola. Fa sorridere che l’unica genialata del film, fautrice di numerose gag (le gag del cappello che si ripetono fanno da vero e proprio collante del film) non è neanche di Thompson (e questo conferma la sua scarsa fantasia) ma è un’ eredità dal film precedente di Norris ovvero Terrore in Città. Il cappello gli portò poi fortuna per i motivi che ben sapete (ovvero 196 episodi di Walker Texas Ranger). Il film andò bene al botteghino avendo un tipo d’ azione per famiglie alla Indiana Jones e un ambientazione esotica (forse si respirava già la passione per l’ Asia di Hollywood che ebbe il suo apice con Karate Kid, Grosso Guaio A Chinatown, eccentra…) con in mezzo il dramma familiare e i calci rotanti vero trademark ormai del campione di arti marziali Norris il quale di li a poco duetterà poi con David Carradine nel suo trampolino di lancio Una Magnum Per McQuade, e poi finalmente il successo grazie al suo matrimonio con la Cannon Films e i vari Invasion U.S.A., Il Codice Del Silenzio e i due franchise Rombo di Tuono e Delta Force, che lo consacreranno a paladino dell’ action made in U.S.A. 

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