LA MANTIDE SOTTO GLI ARTIGLI DEL FALCO

Trama: Durante la traversata di un bosco, alcuni briganti sequestrano la figlia di un signorotto locale e malmenano tutta la sua scorta. Ci va di mezzo anche Wang On (Alain Ko), un giovane mercante di stoffe che viene anch’ esso rapinato ma che riesce comunque a defilarsi dalla situazione pericolosa. Il povero Wang, derubato di tutti i suoi averi, trova rifugio in un tempio shaolin, e così comincia a lavorare occupandosi delle mansioni più umili.  Wang decide così di diventare imbattibile nel kung fu.

TRAILER AMERICANO

Titolo originale: Gwak Mu-Seong
Anno: 1983
Paese: Hong Kong
Regia: Mitch Wong

Recensione:
Immagino che leggendo la trama vi siate resi conto anche voi dell’ assurdità di questa sceneggiatura, un cuoco che si rivela essere un maestro di kung fu, un abilissimo lottatore che sconfigge chiunque che viene catturato e preso in ostaggio, un mercante di stoffe che diventa un eroe, seppur sia un emerito coglione? Perchè poi non avete sentito i dialoghi… Comunque, questo film nonostante tutto non è da buttare, è fondamentalmente una commedia dissacrante non SUL kung fu ma CON IL kung fu. Non per niente abbiamo nella task force che ha realizzato questo film nientemeno che Godfrey Ho, un nome che per gli appassionati di kung fu o di cinema trash richiama titoli esagerati come Ninja Terminator, Zombie vs Ninja, Ninja qualsiasi cosa.. Prendetela come una commediola dove c’è gente a caso che piroetta a caso, o messa a fare il brigante sporcandola con un po’ di fango in faccia e una lama di cartapesta in mano. Tra l’ altro, nonostante non mi consideri un femminista, non ho potuto fare a meno di notare che l’ intero film è un monolite di sessismo che rappresenta le donne unicamente come grosse palle al piede buone solo a farsi rapire o a combinare guai che complicano situazioni già di per sè complicate. I combattimenti quando non sono volutamente comici sono pressochè mediocri e laddove l’ attore non arriva c’è un assurdo e scattoso montaggio a venire in soccorso. Meglio prenderla sul ridere! Piccolo appunto finale, non c’è il minimo riferimento nel film alla tecnica della mantide.

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