KICKBOXER ROBOCOP

Trama: Jack (Nick Brandon) è un pugile fallito che non riesce nemmeno a migliorare assumendo un misterioso farmaco stimolante che gli procura visioni da incubo, un robot come avversario sul ring. Demoralizzato, accetta un losco incarico da parte di un suo collega pugile (Steve Brettingham) che si rivela essere un narcotrafficante.

TRAILER ARGENTINO

Titolo originale:  Robo-Kickboxer – Power of Justice
Anno:  1992
Paese: Canada / USA
Regia: Godfrey Ho (col nome di Alton Cheung)

Attenzione questo film è conosciuto come:
Robo-Kickboxer – Power of Justice
Kicboxer Robocop
Rings Untouchable

Recensione:
Criticare un film del famoso regista del trash Godfrey Ho è come sparare sulla croce rossa. Procederò comunque alla descrizione di questa opera piuttosto singolare. Questo film si chiama Kickboxer Robocop. Il titolo ci suggerisce la storia drammatica di un poliziotto trasformato in un combattente di arti marziali con parti meccaniche (come del resto il Robowar di Bruno Mattei ci suggerisce rimanendo relativamente fedele al concetto). No. Non c’è nessun poliziotto robotico.

L’ allucinante nonsense di questa pellicola si caratterizza principalmente nel fatto che vediamo due storie completamente slegate tra di loro che non si intrecciano neanche a farlo apposta. Immaginatevi la sensazione di guardare un episodo di A-Team e uno di Supercar montati assieme per fare un unico lungometraggio. E quindi iniziamo con questo robot polizotto. Ah no. Non c’è. E quindi iniziamo a descrivere la parte che riguarda Willy che possiamo chiamare“Episodio Willy” o “Quello sfigato di Willy”. Nell’ Episodio Willy il protagonista è una persona dal carisma di un lavavetri del semaforo battezzato con l’ umiliante nome di Wilfred che per mezzo minuto, quasi alla fine del film, ci sorprende con grandi doti di arti marziali ma per il restante tempo a disposizione si fa sbattere di qua e di là senza l’ apparente consapevolezza di quello che gli stia accadendo attorno. Nemici che diventano amici, sorelle che vengono stuprate e mai più viste, fidanzate per cui morire mai viste prima, tutto molto intenso e insensato.

E a questo punto arriva un poliziotto robotizzato. Ah no, non c’è, scusate. Durante l’ “Episodio Jack” o “”Jack ti fai fregare da chiunque” (dove Jack è Nick Brandon di professione NON attore ma stuntman) invece assistiamo a un paio di stereotipi molto affascinanti e rassicuranti come il businessman grasso e col sigaro in mano che determina tramite (veramente tanto) insulsi e (ancora di più) infondati stratagemmi il destino del protagonista, e l’ immancabile spalla di colore che non può mancare negli action movie che tutti adoriamo. Particolare è il fatto che il ragazzo di colore sia visivamente più palestrato e prestante del protagonista che dovrebbe essere un kickboxer in teoria. Ma ecco che arriva un poliziotto robotizzato. Ah no, non esiste, è solo un’ allucinazione (sotto forma di tizio con casco vestito di stagnola) che occupa lo 0,000001 % del film. Va bene ma sono troppo puntiglioso, d’ altronde di film si chiama anche Rings Untouchable.

Io l’avrei chiamato Ring Unseenable perchè quello che vediamo è il ring più invisibile del mondo dato che NON ci sono gli spalti attorno, ma solo buio. Ah ma forse costava troppo filmare in un’ arena. Si proprio così. Bravo Godfrey Ho , non ti smentisci mai. Il premo personaggio inutile del secolo va al biondino con gli occhiali incaricato di uccidere Jack. L’ unica cosa che fa è dire “si tranquillo, lo uccido” per poi non entrare nemmeno in scena. Ma proprio mai mai. Una menzione speciale al curatore della colonna sonora per aver rubato il tema del famoso brano “Tainted Love”, storpiato nel peggiore dei modi con una pianola trovata nella spazzatura. Sono commosso. Che capolavoro.

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