L’ INFERMIERA DI CAMPAGNA

Trama: La Dottoressa Selenia Anselmi (Laura Gemser) si trasferisce nel paesino laziale di Balzano. Cade nel bel mezzo di una lite d’ altri tempi tra moderni Montecchi e Capuleti, dove la famiglia Rossi, di dichiarata appartenenza comunista, è genitrice di Marco (Roberto Gallozzi) , un ragazzino innamorato di Stefania (Antonella Prati), di famiglia benestante e rigorosamente democristiana. La rivalità tra le due famiglie è la causa di questo rapporto segreto che viene consumato fugacemente in frasche isolate.

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Titolo originale: L’ Infermiera di Campagna
Lingua:
Anno: 1982
Paese: Italia
Regia: Mario Bianchi (accreditato come Alan W. Cools)

VOTO: 5 / 10
VOTO TRASH: 9 / 10

Recensione:
Un grande pastrocchio popolare a servizio dei cinema rionali, a metà strada tra Romeo & Giulietta e Don Camillo & Peppone. Tra gag demenziali e squallidi inciuci clandestini, il paesino di Balzano rappresenta la provincia italiana eternamente democristiana, dove le donne rispettabili sono puttane, e quelle meno rispettabili sono puttane anch’ esse, ma gli uomini non ci fanno certo una figura migliore, essendo tutti arrapati, imbecilli e cornuti. La famosa doppia morale. La Gemser (chiamata Emanuelle nelle varie versioni estere del film) interpreta la modernità, la cartina di tornasole che rivela il vero aspetto dei libidinosi chiesaroli, ma in realtà questo film è tutt’ altro. Quella che vediamo più che critica sociale appare più che altro come una descrizione della società dell’ epoca, è quindi un mero metodo funzionale perchè lo spettatore si identifichi nei villani e partecipi al vojeurismo galoppante, vero e proprio cavallo di battaglia del film. La mano di Mario Bianchi la si vede soprattutto durante le scene erotiche, più spinte e molto più frequenti di una normale commedia sexy, ma che si fermano prima del softcore. Vediamo infatti generosi nudi integrali della Gemser, vediamo strusciamenti e baci lussuriosi ma mai il gesto della copula vera e propria. Bianchi si ferma prima e ci lascia a bocca asciutta tra una battuta e l’ altra. Divertente o suqallido lo giudicherete voi, il tributo a Tinto Brass con tanto di spiata sotto la gonna della cameriera musicata dalla mazurca di periferia. Parlando degli attori si riconoscono alcuni volti noti del panorama comico anni ’70 e ’80 come il bravo Aldo Sambrell e il caratterista Nino Terzo. Su tutte si distingue la bella e giovane Antonella Prati che si esibisce in un conturbante siparietto davanti allo specchio. Non aspettatevi grandi cose dalla Gemser.

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