ANTROPOPHAGUS 2000

Trama: Un padre di famiglia naufraga in mare con moglie e figlioletta, i tre si ritrovano su un gommone alla deriva senza possibilità di vedere terra per giorni. La bambina muore e il padre in preda ad una crisi di nervi pretende di mangiarne le carni a causa dei morsi della fame, la madre si oppone e finisce uccisa dal marito. Anni dopo una comitiva di allegri ragazzotti tedeschi decide di fare una scampagnata in Italia, scoprono che l’intera comunità è stata sterminata da Nikos, il cannibale.

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Titolo originale: Antropophagus 2000
Lingua:  SUB
Anno: 1999
Paese: Germania
Regia: Andreas Schnaas

Recensione:
Lo splatter o lo si ama, o lo si odia. La stessa cosa vale per Andreas Schnaas, o lo ami o lo odi. Personalmente lo amo, e ho passato tutta la mia adolescenza a guardare e riguardare i suoi film più famosi, la trilogia di Violent Shit, Zombi 90: Extreme Pestilence e Nikos The Impaler. Anche questo Antropophagus 2000 è opera sua. Nella discografia del regista tedesco questa è un’ opera particolare perchè, a differenza delle altre, il soggetto non è scritto da Schnaas (di solito fa proprio tutto lui) ma da Luigi Montefiori (meglio conosciuto come George Eastman) che scrisse la versione originale. Schnaas rielabora il canovaccio ormai noto 20 anni dopo e ne segue un festival per onanisti del gore più sanguinolento, visivo e soprattutto low budget. Già dal titolo si può facilmente evincere, infatti, che la pellicola di cui stiamo parlando è un tributo / remake al celebre Antropophagus di Joe D’Amato. Uno slasher italiano degli anni ’80 diventato culto assoluto tra gli appassionati dello splatter per la scena del feto “pronto e mangiato”. Schnass in tutta la sua tedescosità e in tutta la sua amatorialità (si dice?) ha fatto un bel casino, ma e il profilo quasi no budget si avverte tutto. Perchè dico tedescosità? Non me ne vogliano gli amici che hanno qualche parente tedesco o che lo sono essi stessi, ma se paragoniamo l’ estro artistico di Joe D’ Amato a quello di Schnaas non c’è minimamente paragone. A chi piace Schnaas, piace per l’ ignoranza totale dei suoi film e gli ettolitri di budella, Aristie Massaccesi era un artigiano che nacque con l’ arte della fotografia.  mancando totalmente dell’ estro e dell’ arte di uno dei più bravi fotografi del cinema degli anni ’70 – ’80 ovvero Aristide “Joe D’Amato” Massaccesi. La cosa divertente è che Antropophagus 2000 è la versione lo-fi di un film già lo-fi di per sè, e che quando uscì non piacque a nessuno. Schnaas fa quello che deve fare, date a Schnaas quel che è di Schnaas. E avanti con i crani aperti e le budella a mò di sciarpa!

Si ringrazia Silvia Kinney Riccò per il suo prezioso contributo

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