GIOCHI DI MORTE

Trama: In un desolato medioevo futuro. Imperversano gruppi di nuovi gladiatori, gli Jaggers. Sharko, alla testa di una di queste squadre, vuole raggiungere la Città Rossa, per sfidare la temibile équipe comandata da un suo vecchio compagno Bonzo.

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Titolo originale: The Blood of Heroes a.k.a. The Salute of the Jugger
Lingua:
Anno: 1989
Paese: Australia / U.S.A.
Regia: David Webb Peoples (accreditato come David Peoples)

VOTO: 6 / 10
VOTO TRASH: 7 / 10

Recensione:
Partiamo con le cose importanti. La prima cosa da dire su Rutger Hauer è che è sempre stato un grande attore, ma per questioni che posso solo immaginare e che per rispetto non dico, ha accettato spesso e volentieri ruoli buoni in cattive produzioni. Tuttavia non sempre è meglio essere il pesce grande nello stagno piccolo, nel mondo dello showbiz purtroppo conta di più aver fatto la comparsata in Avatar che aver interpretato splendidamente  la nemesi in Blade Runner. Questo parlando di showbiz e di lustrini, parlando invece di interpretazioni che rimangono nel cuore allora Rutger è uno dei migliori perchè i fan lo sanno, in ogni ruolo è stato e sempre sarà un professionista eccezionale e la scena sarà la sua ovunque vada. Da Lady Hawk fino a quella boiata di Dracula 3D. Ora che avete capito che questo film senza Rutger Hauer era meno di niente passiamo a sciorinare il resto. La distopica ambientazione stile Mad Max è abbastanza abbozzata poichè tutto ciò che richiedeva dispendio di denari non è stato preso in considerazione, non abbiamo a che fare nè con mutazioni (salvo qualche dermatite) nè con orde di teppisti motorizzati per esempio. Abbiamo popolazioni di individui che non sembrano particolarmente infelici e che si vestono modello tuareg, commerciano e ballano attorno al fuoco alla sera quando ci sono le fiere di paese… Per vedere strane vestizioni alla gladiatore del futuro dobbiamo aspettare l’arrivo dei Jugger. Diciamocelo senza vergogna, anche la storia è troppo abbozzata, ci sono sporadiche informazioni su questi nobili e sulla loro struttura gerarchica, neanche due righe sulla cronostoria di questi ultimi e perchè vivano sotto il suolo dato che non sembra che l’ atmosfera sia particolarmente radioattiva. Questo dettaglio può risultare un’ inezia ma pensate al manga / OAV di Alita – L’ Angelo della Battaglia oppure a La Terra dei Morti Viventi dove i ricchi sono collocati al di sopra, non c’è sicuramente bisogno di spiegazioni del perchè. I dialoghi sono abbastanza prevedibili, per non parlare del comportamento dei singoli personaggi schiavi dei loro ruoli (lo scimmione negro, la guerriera orgogliosa, il ragazzino sfacciato, il vecchio saggio..). Gli unici profili psicologici che vanno al di sopra della banale presentazione sono quelli di Sharko (nella versione originale Sallow) e di Kidda le cui raison d’etre vengono continuamente riproposte durante il film quasi a nausea. Quello che mi rende perplesso in tutto questo è che il film è stato scritto e diretto dal firmatario della sceneggiatura di Blade Runner e Lady Hawk (che come in quest’ ultima pellicola ripropone Rutger Hauer in una situazione di amore impossibile). Quello che mi rende ancora più perplesso è che il produttore è poi un certoCharles Roven che nella sua vita ha finito poi per produrre la trilogia del cavaliere oscuro di Batman! C’entra qualcosa? No! Però è pazzesco! Si lo so che sto andando alla deriva ma diciamolo pure, lasciate perdere la sceneggiatura lasciate perdere i dialoghi e godetevi quello che di buono c’è in questo film: la recitazione di Rutger Hauer, l’ambientazione e i combattimenti per ficcare sto teschio di cane nel paletto. Che gioco stupido però.


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