FUNNY FRANKENSTEIN

Trama: Due impiegati in uno studio grafico passano la maggior parte del loro tempo pensando a come fare sesso, il più anziano e goffo (Aldo Sombrell) è molto arzillo e riesce spesso a concludere, mentre l’ altro collega è un impotente onanista, sebbene risulti nettamente più gradevole di aspetto. I due finiscono in una casa d’ appuntamento molto misteriosa…

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Titolo originale: Agnese e…
Lingua:
Anno: 1982
Paese: Italia
Regia: Mario Bianchi (accreditato come Alan W. Cools)

VOTO: 3 / 10
VOTO TRASH: 10 / 10

Recensione:
Agnese e… è una pellicola anarco-demenziale o, per essere più chiari, una pellicola totalmente a caso. Si tratta fondamentalmente di un porno diretto da Mario Bianchi (nome sicuramente familiare ai fan del cinema trash italiano) il quale pensa bene di girare un hard in stile commedia sexy e poi proseguire il film in una dimensione orrorifica, senza nessun nesso logico. Vi erano le premesse di ciò? No, è una cosa totalmente improvvisa e inattesa.

Durante tutta la prima parte assistiamo, infatti, alle protezze del mezz’ uomo ipersessuale interpretato dall’ attore spagnolo Sombrell, che cerca di trombarsi qualsiasi cosa si muova. Al suo seguito uno spilungone segaiolo e impotente. I due, tra una scopata e un’ altra si recano al lavoro dove c’è tutto fuorchè un clima lavorativo, anzi, è tutto un continuo di battute volgare e frasi dementi. Pensando bene di mandare in vacca il poker con gli amici, i due si precipitano all’ interno di un castello, pieno di donne misteriose, quasi tutte nude e col volto coperto da drappi trasparenti. Poi, una sequela di trucchi da cartoleria sotto casa e trovate di una demenzialità disarmante vengono usate per rappresentare il contesto gotico-orrorifico. Ogni dialogo di questa pellicola è inutile, volgare e fine unicamente a riempire un minutaggio esiguo.

L’ umorismo nonsense asfalta totalmente Pippo Franco e Renzo Arbore, distruggendo i neuroni dello spettatore già provati da quello che è la colonna sonora di questo film: qualcosa di immondo e assillante. Sentiamo infatti una sorta di juke box singhiozzante che cambia musica repentinamente e che riproduce musica tropicale, poi sconosciutissima musica rock anni ’70 americana e infine classica musica porno con sax e quant’ altro. Perchè ci si sia voluti cimentare in un’ operazione del genere, non si sa. Probabilmente la risposta va cercata tra l’ essere a corto di idee e l’ abuso di sostanze stupefacenti. La copia che ho visionato io che metto a disposizione è una versione tagliata, quindi da hard passiamo a softcore. Poco male, l’ importante in verità è gustarsi tutto d’ un fiato questa (mal)sana pasticca effervescente di trash italiano grottesco e demenziale, molto, molto difficile da reperire. Che guaio eh!
Un totale mistero rimane il motivo per cui questa pellicola venga chiamata all’ estero Funny Frankenstein, e il motivo per cui il titolo originale rimanga Agnese e… e cosa?!

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