LA IENA

Trama: Emi (Cinzia Roccaforte) è un’ ex modella sposata ad un ricco uomo che la tradisce, ma mantiene e la tratta come una principessa. Durante uno dei finti viaggi di lavoro del marito, un uomo entra in casa di nascosto ed uccide la domestica. Si tratta di Roy (David D’ Ingeo) uno sbandato che, armato di pistola, ricatta Emi chiedendole una considerevole cifra in cambio del rilascio della sorella sequestrata.

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Titolo originale: The Hyena
Lingua:
Anno: 1997
Paese: Italia
Regia: Joe D’ Amato

VOTO: 5 / 10
VOTO TRASH: 6 / 10

Recensione:
La Iena rappresenta una sorta di brevissima pausa nel prolifico cinema pornografico di Joe D’ Amato e l’ ultimo  “viaggio nel macabro” del maestro. Si tratta comunque di un film che presenta una generosa dose di erotismo, incentrato prevalentemente attorno alla figura di Cinzia Roccaforte, bellissima donna dal prominente look “alla Marylin” (tanto da essere perennemente acconciata allo stesso modo della Monroe per tutto il film in ogni singolo momento della giornata, anche appena sveglia). La parte erotica devo dire che, nonostante la buona fotografia, è abbastanza monotona: pochi stacchi e poche angolazioni facilitano una facile copertura delle parti intime. I softcore di Bruno Mattei sono decisamente più spinti per intenderci (anche se molto meno convincenti). In più i rapporti più lunghi sono consumati prevalentemente dalla Roccaforte e da D’ Ingeo, quindi poca varietà insomma (anche se è sempre un bel vedere!). La parte interessante di questo film è appunto il “ritorno alla morte” di D’ Amato (estemporaneo gioco di parole con Ritorno Dalla Morte ultimo vero horror puro del maestro), il quale ci serve un carnet di ben 4 omicidi, messi in scena con il massimo disincantato divertimento dal regista, addirittura citando sè stesso con la trasmissione del suo capolavoro Antropophagus sullo schermo televisivo, durante l’ intrusione del ricattatore. Per rimanere in tema di citaziioni, a metà film succede che Emi riceve degli ospiti, mi sarei aspettato che Roy impazzisse e sarebbe finita un po’ in macelleria sadica alla Quella Villa In Fondo al Parco o L’ Ultima Casa a Sinistra, ma anche se immagino che la tentazione sia stata molto forte, così non è stato, meglio così alla fine. Quello che rimane da dire è che questo è un film unisex, ovvero, può benissimo piacere sia a donne che a uomini, anche se il vizio delle donne assurdamente ninfomani, non se lo toglieranno mai dalla testa. Pazienza. Tutto sommato è stato un tentativo riuscito a metà, una pellicola senza pretesa alcuna e con una colonna sonora orribile. Dirò la verità: sia che siate fan di Joe D’ Amato oppure no è difficile che la visone di questo film vada oltre la prima volta, anche per i fan più accaniti.

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