FRANKENSTEIN OLTRE LE FRONTIERE DEL TEMPO

 

Trama: Los Angeles, 2031. Il dottor Buchanan (John Hurt) inventa un raggio atomico potentissimo in grado di fare implodere la materia ma la sperimentazione di esso genera una conseguenza del tutto inaspettata. Una spaccatura nel tempo trasferisce il dottore alla fine del 1’800 in svizzera, in piena era napoleonica. Dopo un comprensibile spaesamento il dottore incontra casualmente Mary Wollstonecraft Godwin (Bridget Fonda) quella che di lì a poco scriverà il romanzo “Frankenstein o il Prometeo moderno“.

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Titolo originale: Frankenstein Unbound
Lingua:
Anno: 1990
Paese: U.S.A.
Regia: Roger Corman

VOTO: 8 / 10
VOTO TRASH: 6 / 10

Recensione:
Roger Corman non smette mai di stupire, e questa ne è la prova. Dopo che diresse Il Barone Rosso nel 1971 sembrava che il genio del cinema indipendente avesse abbandonato per sua dichiarate scelta l’ uso della macchina da presa, per dedicarsi interamente a produzione e distribuzione, tuttavia eccolo qua che si cimenta con un neo Frankenstein.

E’ chiaro che per lui tutto questo è stato puro divertimento, lo si capisce dalle auto-citazioni e dalla mano libera e della disinvoltura con cui ha diretto questo film, scrivendone anche lo script. Parlando di sceneggiatura questa versione si sposa più con la novella “Frankenstein Unbound” scritta da Brian Aldiss che al romanzo di Mary Shelley. Rimane comunque una versione assai fresca e molto libera di qualsiasi cosa fosse stata scritta o detta sul mito della creatura. Le contaminazioni con la fantascienza non sono affatto fuori luogo e anzi si integrano a mio avviso con tutto un continuum interno ed esterno al film.

Quello che ho trovato geniale è stato riuscire a collegare Frankenstein con Ritorno al Futuro per mezzo del tema dell’ elettricità. E’ naturale infatti rimandare la propria mente al film di Robert Zemeckis del 1985 quando una DeLorean sfrecciava nel futuro / passato super-carica di elettricità, dal momento che il dottor Buchanan attraversa il tempo alla guida di una ItalDesign Aztek con tanto di sportelli che si aprono dal basso verso l’ alto proprio come la famosa DeLorean, soprattutto quando il barone Frankenstein vuole caricare l’ automobile di elettricità per dare vita alla sposa del mostro.

Leggendo i titoli di coda si può notare che metà un buon 80% del cast tecnico è italiano, il film difatti è stato girato tra le alpi comasche. Io consiglio questo film al di là del completismo perchè si tratta di una buona iniezione di fantasia avventurosa, deliziosi gli effetti speciali in puro stile cormaniano, questa volta evidentemente più riusciti per maggior disponibilità di budget che gli ha permesso di assumere degli ottimi attori quali Raul Julia  (La Famiglia Addams, Presunto Innocente) e John Hurt (Alien, The Elephant Man).

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