CYBERTECH

Trama: Lamas è il sergente Bobby Chase, un ex soldato della divisione Hellraiser, protagonista di molte azioni terribili durante la “grande guerra del cartello” dove perse tutti e due gli occhi. Nel 2008 è normale avere parti biomeccaniche installate nel corpo e il sergente è dotato di due occhi sintetici che gli permettono varie modalità visive inclusa la visione notturna. Nel 2008 si possono sperimentare vari tipi di realtà virtuale incluso il sesso, ma un narcotrafficante pazzoide, tale Matthew, vuole immettere nel mercato cloni umani illegali vendendoli come bambole sessuali reali. La più gettonata “donatrice” di DNA è Pamela Travis (Kari Wuhrer), attrice molto famosa per aver recitato una scena sexy in un normalissimo film che è stata poi rubata e manipolata per finire nel mondo del cyber sesso. Per farla breve a Lamas tocca proteggere la pornostar involontaria e a sgominare la banda di Matthew, pum pum pum, pam pam pam. Fine.

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Titolo originale: Terminal Justice
Lingua: 
Paese: U.S.A.
Anno: 1996
Regia: Rick King

Recensione:
Va bene il film del cazzo, va bene sucarsi 90 minuti di Lorenzo Lamas (si proprio lui, il protagonista del telefilm Renegade) con i capelli più unti della storia dell’umanità, va bene tutto ma se uno compra un DVD e sulla copertina c’è un pelato con mezza faccia da robot e sotto in piccolo c’è la sua riproduzione a mezzo busto armato di due pistole, almeno ci si aspetta che costui sia presente nel film no? Se uno poi legge dietro: “La realtà virtuale diventerà più parte integrante della nostra vita e le droghe artificiali sostituiranno le esperienze reali. Questo è il futuro che ci viene presentato in Cybertech. Nelle città degradate del futuro il corpo dei Cybertech è l’unico in grado di ostacolare la nuova ondata di crimini perpetrati attraverso l’utilizzo di tecnologie altamente sofisticate” Ma quali Cybertech? Non esistono i Cybertech ma LA Cybertech, ovvero un’ azienda privata che vende e crea tecnologie e che non si capisce in che modo collabora con la polizia metropolitana che si chiama “Metro” da quello che ho capito. Insomma, già il film fa acqua da tutte le parti e ci sono vuoti mostruosi di sceneggiatura per cui lo spettatore spesso è allibito (alcuni penso addirittura confusi) dalla cialtroneria dell’ impianto narrativo, in più tocca leggere queste puttanate. Questo film è ovviamente tutto ritagliato attorno alla figura di Lorenzo Lamas come il 99% dei film in cui compare, questa volta la sua spacconeria è evidenziata da uno spolverino nero di pelle alla “Matrix” e una capigliatura inguardabile.

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