INFERNO IN DIRETTA

Trama: Una misteriosa organizzazione massacra serialmente decine e decine di corrieri della droga, su questo caso la reporter Fran Hudson (Lisa Blount) e il suo compagno / collega / cameraman Mark Ludman (Leonard Mann) indagano con soleriza, fino a precipitarsi (quasi letteralmente) a capo Vlado, un accampamento dove viene trattata la coca. Li dovranno cercare Tommy, il figlio del loro capo.

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Titolo originale: Inferno in Diretta
Lingua:
Anno: 1985
Paese: Italia
Regia: Ruggero Deodato

VOTO: 8 / 10
VOTO TRASH: 7 / 10

Recensione:
Assolutamente da vedere questo film che io reputerei più d’ avventura che dell’ orrore nonostante ciò che mi disse Deodato stesso ad un festival horror “Si, vabbè però a quello là l’ ho appeso per i piedi e poi hai visto che fine ha fatto…“. Ammonito direttamente dal maestro vi rivelo in effetti che qui sangue e gore non sono certo lesinati. Inferno in Diretta (prendete la seguente affermazione con le pinze) è per alcuni versi un seguito ideale del capolavoro di Deodato Cannibal Holocaust, con cui condivide la tematica del reportage avventuresco, ma senza la forte critica sociale contenuta nel film del 1980. 5 anni dopo possiamo godere di una versione che si butta unicamente sull’ entertainment, probabilmente voluta dai produttore (della serie “Facce na roba alla Cannibal Holocaust ma meno violenta che si vende mejo”). Lo ribadirò sempre, a Deodato non manca certo la tecnica registica, siamo di fronte infatti ad una messinscena dinamica e sagace che si serve di una fotografia e un montaggio a pari livello. La pellicola conclude il trittico della giungla di Deodato iniziato con Ultimo Mondo Cannibale e proseguito con Cannibal Holocaust. In questo film non ci sono scene di cannibali ma il regista romano ovvia con trappole indiose, massacri machete alla mano e coccodrilli famelici. La pellicola vanta un discreto cast e in particolare sorprende la Forte che in Blastfighter non mi aveva convinto per niente. Attori non nominati ma ugualmente menzionabili sono di nuovo Luca Barbareschi (per fortuna confinato in una piccola parte), il fenomeno Michael Berryman (Le Colline Hanno Gli Occhi) che troneggia nella locandina e una delle mie B stars preferite, il grande Richard Lynch, una faccia che non si dimentica mai. Oltre agli attori è bene ricordare che la sceneggiatura è opera del maestro Dardano Sacchetti e le musiche sono di Claudio Simonetti dei Goblin. Le carte sono tutte in regola, i rassicuramente ve li ho fatti, ora guardatevelo!

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