UN SECCHIO DI SANGUE

Trama: Walter Paisley (Dick Miller) è un uomo modesto che lavora in un art cafè come aiuto cameriere, il suo carattere schivo e pietoso fanno di lui lo zimbello del posto. Il suo sogno è essere considerato e rispettato come un celebre artista, più famoso di qualsiasi avventore del locale. Decide quindi di comprare un pezzo di argilla ma proprio nel momento in cui sta per cominciare a lavorare sulla sua prima opera, un gatto incastrato nel muro lo disturba. Cercando di liberarlo, Paisley, perfora il muro con un coltello trafiggendo il gatto. La sua mente iniza ad elaborare un’ idea malsana…

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Titolo originale: A Bucket of Blood
Lingua: SUB
Paese: U.S.A.
Anno: 1959
Regia: Roger Corman

VOTO: 7 / 10
VOTO TRASH: 5 / 10

Recensione:
Roger Corman non delude mai e con questo garbato quanto micidiale b-movie si riconferma un idolo personale tanto che è facile il paragone con mostri sacri del cinema exploitation come Jesus Franco e Joe D’Amato. Questi tre registi hanno indubbiamente in comune una filmografia infinita, ma è bene notare che Corman non ha mai rimpinzato la lista di sue produzioni con un numero massiccio di film erotici (sarà che gli europei sono per antonomasia più libidinosi), al contrario, il regista/produttore statunitense ha fatto perlopiù largo uso di elementi fantascientifici e orrorifici, aggiungendo sempre e comunque qualche implicito messaggio di critica sociale (come dichiarato nella sua autobiografia).

In questa particolare vicenda Corman descrive con i propri occhi l’ ambiente artistico / intellettuale degli anni ’60 e in cui probabilmente capitava di tanto in tanto,  canzonandolo con disinibiti sfottò disseminati abilmente in maniera non troppo esplicita (della serie chi ha orecchie per intendere, intenda). Il commento musicale è davvero squisito, si tratta di una colonna sonora jazz che enfatizza il dinamismo dell’ azione nei giusti momenti, essenziale in questo caso perchè il film è molto contrito in termini di azione e di ambienti. Il girato infatti si sviluppa quasi esclusivamente in interni per questioni di budget, e sempre per la medesima ragione è stato girato in soli 5 giorni. Una nota di merito particolare va senz’ altro a Dick Miller che finalmente forse la sua unica parte da protagonista di tutta la sua carriera artistica. Di grande effetto i soliloqui nella propria mente che, uniti al bianco e nero, suggeriscono sensazioni angosciose e claustrofobiche.

Questa piccola perla nascosta sembra persa nel mare delle quantità quasi infinite delle pellicole prodotte, ma badate bene che, al contrario, stiamo parlando di un film seminale poichè Corman con Un Secchio di Sangue (per seguire un anno dopo con La Piccola Bottega Degli Orrori) battezza un genere, ovvero quello dell’ horror comedy che oggigiorno va molto di moda. C’è da precisare che in passato furono già sperimentati unioni tra commedia e horror (basti pensare al coetaneo House on Haunted Hill ma anche a The Old Dark House) tuttavia nessuno di essi ha avuto la freschezza e l’ originalità rivoluzionaria di Un Secchio di Sangue.

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