2019 DOPO LA CADUTA DI NEW YORK

Trama: Dopo la guerra termonucleare la Terra è ridotta in macerie. Solo pochi agglomerati urbani restano popolati da uomini, ma le radiazioni hanno reso i superstiti totalmente sterili. L’esercito instaura un regime poliziesco e individua nei bassifondi di New York la sola ragazza in grado di rimanere incinta. Un eroe chiamato Parsifal cercherà di salvarla.

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Titolo originale: 2019 Dopo la Caduta di New York
Lingua:
Anno: 1983
Paese: Italia
Regia: Sergio Martino (accreditato come Martin Dolman)

VOTO: 8 / 10
VOTO TRASH: 10 / 10

Recensione:
Sergio Martino si concede una breve pausa dalla commedia sexy all’ italiana girando questo post apocalittico proprio tra i cult Acapulco, Prima Spiaggia… a Sinistra (con Gigi & Andrea) e Occhio, Malocchio, Prezzemolo e Finocchio (con Lino Banfi). Si firma con l’appellativo anglosassone Martin Dolman per un’appeal più internazionale e assieme ad Ernesto Gastaldi scrive questa sceneggiatura, affermando di non aver copiato da 1997: Fuga Da New York, ah si? Non ci crede manco lui… Ernesto Gastaldi è un maestro della penna, ha sceneggiato alcune delle migliori pellicole del cinema di genere italiano, tra le tante ricordiamo: Milano Odia-La Poliziai Non Può Sparare, La Vergine di Norimberga, Tutti i Colori del Buio, I Corpi Presentano Tracce di Violenza Carnale, Milano Trema… Ricordiamo questo perchè sebbene in questo film appaia la chiara vocazione da cinema di imitazione ci troviamo davanti ad una pellicola di tutto rispetto, situata sulla vetta dell’olimpo dei b-movies made in Italy. Dal mio punto di vista è uno dei migliori film post atomici mai realizzati, assieme ad Endgame: Bronx Lotta Finale. Si tratta ovviamente di un low budget con lo skyline di New York fatto con le cassette da frutta abbrustolite (come ci rivela lo stesso Martino in un’intervista a Stacult), e gli attori non sono proprio i migliori che si potessero avere, ma l’estro e la creatività sono così forti in questo film che tutto viene perdonato in virtù dell’ entertainment. La grandezza va cercata nel mosaico di tante piccole trovate artigianali e inquadrature ben fotografate. La maggior parte del film è stato girato allo studio 5 della De Paolis, una ricostruzione di NYC che per un incidente aveva preso fuoco e quindi era tutta fatiscente, perfetta per un post atomico del genere! Le riprese tra la Colorado Valley e le cave della Magliana (Roma) hanno poi fatto il resto. Le cose invece che non vanno sono i protagonisti: il nostro Parsifal è un attoruncolo americano monoespressivo preso da un’agenzia di modelli che per fortuna girerà poche pellicole nella sua vita, la bella bionda è una francese anche lei senza arte nè parte messa lì per esigenze economiche di co-produzione con la Francia. Romano Puppo che interpreta una specie di soldato scelto, dà invece il massimo con un’ottima interpretazione, pare tale e quale al Nick Fury del fumetto “Il Punitore“. Anche Scalondro e Eastman fanno la loro porchissima figura, si impegna anche la Anna Kanakis, nel ruolo di una determinata dark lady (pensate che è una delle due scroccone di Acapulco, Prima Spiagga…a Sinistra). Insomma, se siete affamati di veicoli corazzati, lanciafiamme fumanti, mutanti, cyborg, militari spietati, cyberpunks con chiome colorate, ermafroditi, nani, uomini scimmia, cavalieri neri, freaks mangia ratti, gente vestita da bulli che pare uscita dai videogiochi più fighi degli anni ’80 tipo Vendetta o Final Fight, accomodatevi perchè ce n’è per tutti! Viva lo spaghetti post apocalittico!

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