SPOOKY ENCOUNTERS

Trama: Cheung (Sammo Hung) è sposato con una donna (Suet-Mei Leung) che lo cornifica con il suo padrone, il signor Tam (Ha Huang). Un giorno i due adulteri, dopo aver rischiato di essere scoperti, inscenano la morte della donna facendo in modo che la colpa ricada su Bold. Tam per essere sicuro di non avere problemi, assume un prete taoista (Lung Chan) per provocare la morte del povero Bold che deve affrontare morti viventi e sciagure varie. Tra tutte queste sfighe, l’ unica fortuna di Bold è essere aiutato dal fratello del mistico malvagio (Fat Chung), anch’ esso un prete dotato di poteri magici.

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Titolo originale: Gui da gui
Lingua: SUB
Anno: 1980
Paese: Hong Kong
RegiaSammo Hung

VOTO: 9 / 10
VOTO TRASH: 7 / 10

Noto anche come: Encounters of the Spooky Kind.

Recensione:
Spooky Encounters è considerato un classico del cinema honkonghese, riconosciuto universalmente per essere una riuscitissima commistione di action, horror e commedia dei paradossi.

gui06Una pellicola spassosa e di intrattenimento che presenta scene di pregiata stramberia (mi riferisco alle varie sequenze che coinvolgono le arti magiche) e sequenze action dalle tempistiche e dalla messa in scena fuori dal comune. Per chi non conoscesse Sammo Hung, questo personaggio dall’ infinita carriera artistica e dalle formidabili doti atletiche (nonchè una profonda conoscenza delle tecniche di kung fu), debuttò come componente delle 7 piccole fortune alla Peking Opera School, un gruppo di giovani attori / atleti di cui faceva parte anche Jackie Chan.

encounters.spooky.04.jpgDa allora Hung si è ritagliato la sua piccola fetta di mostro sacro del cinema di arti marziali, poliziesco e thriller ricoprendo le figure di attore, regista, produttore, coreografo di arti marziali. Spooky Encounters contribuì a rinnovare il cinema di arti marziali ad inizio anni ’80, creando di fatto il cinema detto jiangshi, un genere di film basati sul folklore cinese dove preti taoisti manovrano cadaveri assomiglianti agli zombi / vampiri occidentali. 

213348-8287-clp-950.jpgQuesto film si distingue dai suoi successivi simili per alcune scene molto inquietanti (il fattore paura verrà sempre meno preso in considerazione), realizzate con gusto sia dal reparto effetti speciali, sia da quello luci/fotografia (adesso, mi darete del fissato ma io ci vedo del Mario Bava). Un film seminale quindi che merita sicuramente una visione, senza pregiudizi culturali e con mente aperta aspettandosi di non capire proprio tutte le stramberie che scorrono sullo schermo. 

 

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